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SCUOLA/ Gender, ecco il "piano d'azione" che l'Ncd fa finta di non conoscere

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Alla luce di tutto ciò, rivolgiamo il nostro appello agli onorevoli Deputati, chiamati ad assumersi la gravissima responsabilità di non permettere che i grandi e importanti temi della riforma della scuola vengano sporcati, umiliati e strumentalizzati dalla surrettizia introduzione dell'educazione di genere. Chiediamo ai Deputati il coraggio di porre come condizione per l'approvazione del maxi-emendamento l'eliminazione dei riferimenti al Dl 93/2013 e alla legge 119/2013 dal comma 16. Sono riferimenti assolutamente inutili ai fini della riforma. La loro eliminazione non danneggerebbe la Buona Scuola, a riprova che chi non chiede e non vuole l'educazione di genere, non si pone contro la riforma, ma contro la sua strumentalizzazione.

Per il comitato Famiglia Educazione Libertà
Marco Dipilato



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COMMENTI
02/07/2015 - Un documento dell'Associazione Italiana Psicologia (Khan Kubla)

"L’AIP ritiene opportuno intervenire per rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane e per chiarire L'INCONSISTENZA SCIENTIFICA del concetto di “ideologia del gender”. Esistono, al contrario, studi scientifici di genere, meglio noti come Gender Studies che, insieme ai Gay and Lesbian Studies, hanno contribuito in modo significativo alla conoscenza di tematiche di grande rilievo per molti campi disciplinari (dalla medicina alla psicologia, all’economia, alla giurisprudenza, alle scienze sociali) e alla riduzione, a livello individuale e sociale, dei pregiudizi e delle discriminazioni basati sul genere e l’orientamento sessuale. Le evidenze empiriche raggiunte da questi studi mostrano che il sessismo, l’omofobia, il pregiudizio e gli stereotipi di genere sono appresi sin dai primi anni di vita e sono trasmessi attraverso la socializzazione, le pratiche educative, il linguaggio, la comunicazione mediatica, le norme sociali [...]".

 
02/07/2015 - Un atteggiamento paranoide (Khan Kubla)

La paranoia del gender tende a portare in secondo piano il fatto che la Repubblica, e quindi la scuola, ha il compito di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Ciò si deve realizzare anche nella lotta contro gli stereotipi di genere (ad es. gli uomini e le donne hanno ruoli e quindi status diversi nella società, le persone omosessuali vivono una condizione di inferiorità morale e quindi legale, ecc.). Aggiungo poi che i ragazzi non vanno protetti da certe tematiche creando mostri e tabù (la sessualità, gli anticoncezionali, l'omosessualità, ecc.), ma devono semmai essere liberi di poter indagare il mondo in cui vivono anche grazie a input che non ricalchino solo i modelli familiari. Non c'è crescita senza il confronto con altre esperienze e visioni del mondo.