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SCUOLA/ Legge approvata, scambio occulto

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Avevamo riposto speranze nel testo iniziale del governo sulla Buona Scuola. C'erano significativi tentativi di novità. Nel merito e nel linguaggio. Si sdoganavano pratiche, idee e parole simbolo di matrice liberale che la sinistra ideologica italiana aveva sempre aborrito per principio, etichettandole "di destra". Pratica normale in un paese normale, per la verità. Soprattutto in tema di educazione e di futuro delle nuove generazioni. Come accade regolarmente in Usa, Spagna, Inghilterra, Olanda, Germania, perfino nella cugina Francia. 

Con il testo iniziale del governo, se non si cambiava il paradigma strutturale del nostro sistema educativo, si introducevano, tuttavia, leve strategiche che ne avrebbero innovato nel medio periodo la fisionomia. Perfino il reclutamento poteva essere ipotizzato diverso da come finora l'abbiamo conosciuto. 

Poi è cominciata la risacca. La ritrattazione dei contenuti più rilevanti è avvenuta ad ogni passaggio dalle decisioni prese al Nazareno dal Pd, poi passate in commissione e in aula. Il risultato finale è sotto gli occhi di chiunque guardi le cose con un minimo di obiettività. L'unico vero risultato di questa navetta del disegno di legge, ora legge della Repubblica, tra il luogo extraparlamentare del Nazareno e il luogo istituzionale delle Camere è tutto interno al Pd. Qui la maggioranza renziana ha neutralizzato e reso ininfluente la minoranza che voleva far perdere alla norma anche quel poco di novità che è rimasta. Ma il prezzo è stato un testo che, ora, si limita a guardare al passato e addirittura a fingere come novità travolgenti il finanziamento di norme già esistenti da decenni. Come se fosse questo che serve per attrezzare le nuove generazioni ad affrontare le sfide epocali che le attendono. 

La questione reclutamento dei docenti è emblematica. Non cambia. Nessuna novità. Restano i concorsi centralizzati fatti nel modo che abbiamo conosciuto. Speriamo almeno che d'ora innanzi siano davvero costanti. Inoltre, in continuità con la più collaudata tradizione del secolo scorso, li si condiziona all'ennesima sanatoria, che non solo non risolve il problema del precariato (che, anzi, continuerà a proliferare stante l'attuale organizzazione del sistema), ma crea nuove e inique disparità tra precari "salvati" o "dannati", costretti per forza di cose alla logica dei capponi di Renzo. 

Non meno significativa la distanza tra propositi e metodi. I primi restano tutti condivisibili. Chi non vuole una scuola migliore, in grado di confrontarsi degnamente con le nuove tecnologie della comunicazione, l'alternanza scuola-lavoro, la flessibilità dei piani di studio, la sfida del merito, l'autonomia? Il problema è che per concretizzare questi propositi si accentuano due strategie che hanno già  ampiamente dimostrato la loro fallimentare inefficacia. 



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COMMENTI
10/07/2015 - Aprea vuole la sanatoria, come in Sicilia (Vincenzo Pascuzzi)

Lombardia virtuosa come la Sicilia terrona. Aprea vuole una leggina ad hoc, con misure sartoriali. Del resto è già accaduto anni fa in Sicilia: i presidi interessati hanno solo dovuto ripetere la prova scritta ma A CASA e tutti sono stati ri-promossi !! 1) La sanatoria per legge del concorso a presidi per la Sicilia. 370 positivi. Non riesco ad alzare il calice (amaro) per brindare all’esito positivo della prova scritta preparata a casa dai 370 (ex 416) concorrenti DS in standby dal 2004. Non c’è gioia nel mio volto repubblicano. http://www.aetnanet.org/scuola-news-243748.html 2) L’obiettivo della Aprea è quello di chiedere una sanatoria. Insomma per qualunque problema sorga con i concorsi dirigenti scolastici, per motivi di ordine superiore, la conclusione è sempre la stessa. A tarallucci e vino, con buona pace di buste trasparenti e commissioni un po’ meno trasparenti… http://www.tecnicadellascuola.it/item/12704-dirigenti-scolastici,-colpo-di-scena-per-il-concorso-in-lombardia.html 3) Per i presidi che, dopo l’annullamento del concorso 2011, erano stati esclusi dalla possibilità di entrare in ruolo è in arrivo una sanatoria che riguarderà Toscana, Sicilia e Lombardia. http://www.orizzontescuola.it/news/presidi-arriva-sanatoria-toscana-sicilia-e-lombardia