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SCUOLA/ Se non vogliamo un'Europa di tecnocrati, cambiamo le prima prova scritta

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Com'è noto, le tracce valgono per ogni ordine: liceale, tecnico, professionale e in proposito, su questo sito, qualche tempo fa il dirigente scolastico Ezio Delfino osservò come la prova d'italiano non tenesse alcun conto della diversità dei percorsi. Aggiungerei che questi andrebbero ulteriormente differenziati per il bene non solo degli studenti ma della società tutta, cui verrebbe finalmente restituita la cognizione di itinerari formativi con diverse finalità e soprattutto con pari dignità. 

Al contrario, c'è chi prospetta l'abolizione del liceo classico per copiare le "prime della classe" Francia e Germania o, all'opposto, la moltiplicazione delle ore di musica, arte, diritto, economia e discipline motorie scarsamente collegate, che io sappia, a specifici indirizzi di studi. 

Per ora null'altro vedo all'orizzonte che una scuola massificata, delizia di un'Europa di tecnocrati, e il trionfo del docente di lettere-tuttologo antitetico al modello di Luperini (Insegnare la letteratura oggi, Manni, Lecce 2013): "l'insegnante non sarà né solo un tecnico specializzato che offre competenze, né un tuttologo chiamato a insegnare, oltre alla letteratura, la storia del cinema e del teatro e magari anche la sessuologia, ma un intellettuale che si interroga sul senso e sul valore dei testi e che ai giovani insegna a fare altrettanto". Una boccata d'aria nel clima asfittico odierno, prefigurato dal Chesterton profetico di Eretici (1905): "Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle … ci ritroveremo a difendere l'incredibile sensatezza della vita umana". 

E' dunque ragionevole anche chiedere che il docente preparato a insegnare letteratura italiana, proprio quella insegni: perché quella sarà apprezzata dalla parte migliore dei suoi studenti e dell'intero corpo sociale; quella aiuta a esercitare positivamente lo spirito critico; quella, in definitiva, ci salva dall'omologazione.



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COMMENTI
13/07/2015 - Considerazioni sensate (Giuliana Zanello)

L'articolo propone considerazioni molto sensate; in fondo, prima dell'era Berlinguer, l'esame proponeva almeno una traccia differenziata in base all'indirizzo. Del resto, per valutare quanto profondamente le tracce ministeriali snaturino l'analisi del testo, riducendo quest'ultimo a pretesto per 'approfondimenti' che tali non sono, basterebbe paragonarle alle analoghe esercitazioni proposte dai migliori manuali. Non so se sia il caso di riservare la prima prova alla letteratura italiana, certo però è quanto meno umiliante che l'aggettivo 'letterario' sia appioppato a tracce che del discorso letterario tradiscono sostanzialmente i metodi.