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SCUOLA/ Crisi del classico? Faraone, lasciamo stare i paesi esotici…

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Io considero l'aggiornamento dei docenti come una forma di ricerca-azione, altamente qualificata, che può condursi in sinergia con i dipartimenti di ricerca. È una cosa che accade normalmente in sistemi d'istruzione eccellenti o emergenti: Finlandia, Australia, Brasile".

Io, abilitato Ssis, ho svolto un dottorato di ricerca in Scienze dell'antichità (tesi su "L'apprendimento delle lingue classiche nella prospettiva della Second Language Acquisition") e posso dire di aver bazzicato abbastanza certa parte del mondo accademico dell'antichistica: solo una parte è seriamente interessata alla ricerca didattica che veda la virtuosa collaborazione tra università e scuola, mentre accade che il Tfa o altri succedanei delle "scuole dei professori" siano un modo per rimpinguare le casse svuotate da tagli e tagli agli atenei da parte del Miur.

La Buona Scuola appena approvata cerca di mettere una pezza su questo punctum dolens, imponendo una formazione annuale ai docenti di ben 50 ore! Si passa dunque da un sistema dove non era previsto, in pratica, alcun obbligo di aggiornamento se non quello volontario del singolo docente volenteroso, a un'obbligatorietà stabilita per legge e non per contrattazione! E perciò, a sentire Faraone, l'Italia può sperare di emulare i sistemi educativi non di paesi come la Germania e la Francia, che sono i nostri vicini di casa (dove gli stipendi sono assai sostanziosi a parità di tempo a scuola e vacanze al nostro e dove la valutazione dei docenti è svolto da un corpo di ispettori del ministero a ciò preposto), ma Finlandia, Brasile e Australia… quasi esotiche comparazioni. 

In conclusione, per rialzare il livello dell'istruzione italiana e dunque riportare all'"eccellenza inclusiva" il liceo classico, occorre partire (anche e non solo) dalla formazione iniziale e dell'aggiornamento in servizio dei docenti con una visione di insieme: aver abolito gli Irrsae (Istituti di ricerca regionali, di sperimentazione e aggiornamento educativi) è stato, a parere dello scrivente, un vulnus al sistema dell'istruzione italiana, perché alcuni hanno prodotto interessanti e valide esperienze. Adesso dobbiamo sperare che i buoni propositi della Buona Scuola non rimangano solo sulla carta e che i sette liceali di Domodossola non rinuncino ai loro sogni, magari aiutati anche dalle lezioni in video-conferenza…



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COMMENTI
16/07/2015 - Propaganda sovietica (Franco Labella)

La lettura dell'articolo di Ricucci mi conferma nel giudizio che ho dato due giorni fa con un commento in cui definivo gli interventi di Faraone (ma non solo i suoi) propaganda in stile sovietico. Non avevo, ovviamente, informazioni riservate quando ho espresso questa valutazione. Leggo oggi su Repubblica di un kit (la cui esistenza era da tenere riservata) distribuito ai parlamentari del PD che dovrebbe aiutarli, con affermazioni apodittiche del tipo di quelle usate dal sottosegretario, a rispondere alle critiche relativa alla "brutta scuola. Che squallore! Uno si immaginava che i kit servissero esclusivamente alla propaganda gelminiana. Ora il PD li usa per provare a rispondere alle critiche del mondo della scuola che Faraone favoleggia non sia in dissenso. E quindi vola verso i cieli esotici del Brasile del cui sistema scolastico, probabilmente, ha sentito parlare il solo Faraone. La propaganda sulla brutta scuola delle varie Malpezzi, Ascani, Puglisi e Faraone mi ricorda l'URSS anche per un altro riferimento. I famosi piani quinquennali, zeppi di obiettivi tanto ambiziosi quanto non raggiunti. E' la nemesi storica, evidentemente: il buon Renzi e i suoi seguaci che diventano cultori della Pravda...