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SCUOLA/ Fondi alle paritarie, dove sono i soldi del 2014-15?

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La giunta regionale ligure ha sbloccato i fondi destinati alle scuole paritarie. Una boccata d'ossigeno per le circa 250 istituzioni scolastiche non statali che, per gravi inefficienze dell'amministrazione finanziaria statale e delle regioni, hanno avuto problemi sulla quadratura dei bilanci. Il sussidiario aveva anticipato il caso (pare che a Genova qualcuno ci legga) parlando di pasticcio all'italiana, in quanto i 5,9 milioni di euro erano rimasti bloccati presso la ragioneria della regione Liguria a causa dei ritardi della giunta Burlando. Con il cambio della guardia a Palazzo dei Liguri erano finiti nella terra di nessuno, in attesa della nuova amministrazione guidata da Giovanni Toti. 

Nella prima seduta di giunta i fondi che andavano a chiudere l'anno scolastico 2013-14 (si è già chiuso anche il 2014-15) sono stati sbloccati e il nuovo assessore all'istruzione, Ilaria Cavo, ha reso pubblico il provvedimento. La sollecitudine della nuova amministrazione è stata accolta con favore dal mondo delle scuole paritarie dell'infanzia, anche se si lamenta un totale pressapochismo nell'erogazione dei contributi. Infatti questi ritardi eccessivi sono dovuti al doppio canale sinora utilizzato: una parte dei fondi era erogata dallo stato, un'altra dalle regioni. Ora questo sistema è stato archiviato e dal 2015 tutti i fondi delle paritarie saranno devoluti dall'amministrazione scolastica tramite le direzioni regionali. 

Il centralismo statale tuttavia non migliora, e spesso aggrava la malattia. Infatti ora spetta al ministro firmare il decreto che finanzia il capitolo di bilancio previsto dall'annuale legge di stabilità. Quest'anno Stefania Giannini ha avviato la pratica amministrativa a marzo, ma dei soldi del 2014-15, ad anno totalmente chiuso non c'è ancora traccia. Il capitolo 1477 ha iniziato la sua trafila e nei vari passaggi tra Mef e Miur rischia di incagliarsi in qualche secca amministrativa, che gli uffici definiscono laconicamente "verifica contabile". Le scuole non sanno mai quando arrivano i soldi, a volte a marzo, altre a maggio, oppure a luglio o ad agosto. In questi ultimi anni gli enti gestori non sanno mai nulla di certo e gli uffici scolastici provinciali rimpallano sempre le responsabilità con quelli regionali, in una perfetta tecnica dello scaricabarile.

L'incertezza genera dipendenza, per cui chi chiede la disponibilità dei finanziamenti necessariamente è vincolato a coloro che gestiscono i flussi finanziari. Si tratta di un mondo capovolto, secondo cui chi è titolare di un diritto è costretto a chiedere il favore a chi è preposto al funzionamento del meccanismo. Questo arbitrio statalista è uno dei mali più gravi dell'amministrazione del Bel Paese e garantisce alle burocrazie un enorme potere di interposizione, che permette loro di usufruire di ampi privilegi. E così le scuole non sanno mai il quanto e il quando, anche se tutti i mesi devono pagare gli stipendi ai dipendenti. 



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COMMENTI
25/07/2015 - Campania (paolo vittori)

Buongiorno, ho letto l'articolo con interesse, essendo gestore di una scuola paritaria con sede in Campania. Le problematiche sono comuni, a quanto pare, nonostante fino al mese scorso fossimo governati da una giunta di centrodestra. Aggiungerei che, inoltre, ben poco è dato saper sui fondi 2013/14. E dei 1oo ml.(cap.1299/13) non ripartiti per l'anno 2012/13 su tutto il territorio nazionale(legge stabilità)? E cosa dire della mancata applicazione della norma sulla trasparenza amministrativa in merito alla pubblicazione dei riparti per istituzione non rintracciabili nel web (altre regioni li pubblicano con regolarità). Non solo non si sa quando verranno accreditati, ma non se ne conosce neanche l'importo. Ad onor del vero la Regione dal 23 giugno scorso (con lentezza) sta ripartendo i fondi del cap.1299/14, circa 400 mandati su circa 2000 a tutto il 14 luglio. E cosa dire poi della interpretazione sull'uso del DURC, anche dopo le ultime modifiche, che dal 1° luglio può essere richiesto con un semplice clic? Grazie, cordiali saluti

 
19/07/2015 - commento (francesco taddei)

come si fa a chiamarle paritarie se sono a pagamento? anche col buono o la detrazione bisogna metterci il resto! e mica tutti hanno questa possibilità! non vi sento mai parlare di piena parità scolastica (realizzabile solo se tutti i movimenti si uniscono e fanno pesare i voti!). volete solo mantenere le agevolazioni per chi si può permettere di pagare.