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SCUOLA/ Youtube e proiettore per far "rivivere" l'italiano in classe

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Nella scuola probabilmente la lingua è presidiata, ma la lotta col mondo intorno è impari: gli obiettivi prevalenti sono trasversali (v. competenze di cittadinanza) e il contesto è imponente. Fra prof ci diciamo sempre che siamo gli unici a resistere!

In un clima un po' ipocrita, in cui si chiede alla scuola quello che la società non supporta, i Lincei hanno promosso già da qualche anno un progetto svolto d'intesa con il ministero dell'Istruzione chiamato "Italiano scritto e italiano argomentativo", partito da una serie di lezioni di Luca Serianni a commento di scritti di buona fattura (saggio o prosa giornalistica, scritti un po' di nicchia di cui grazie al cielo non siamo privi). Il "buon modello" deve essere prima di tutto compreso: perché è buono? Perché funziona? Quali sono gli elementi che lo fanno distinguere dalla prosa arrangiata di tanti manuali scolastici? Perché un articolo è "brillante"? Il progetto si è ampliato nel corso degli anni con diversi poli in Italia che organizzano momenti di formazione per gli insegnanti di ogni ordine e grado.

Un altro segnale positivo è il settore dedicato al lessico nelle Indicazioni nazionali, con obiettivi specifici e attenzione finalmente degna dell'oggetto. L'insegnamento della grammatica, per molti anni sacrificato, vive una nuova stagione in cui si comincia a parlare del nesso fra grammatica e testualità (v. il convegno di ASLI Scuola nel febbraio scorso) nel senso che anche la riflessione sulla lingua non va disgiunta dalla riflessione sulle regole che fanno di un testo uno strumento comunicativo efficace.

Quest'anno ho cercato come docente di affrontare il tema dell'efficacia comunicativa, mostrando ai miei studenti esempi di "buoni parlatori" e analizzando con loro che cosa li rendeva tali (qui youtube aiuta molto e il videoproiettore in aula è indispensabile). Ho cercato di far parlare in pubblico i miei studenti: un testo che fosse coerente, avesse delle parole chiave e puntasse direttamente a dare all'ascoltatore informazioni e giudizi interessanti su un argomento scelto (tutti sulla Grande guerra). Il "pubblico" era la classe, ma parlare per interessare e per subire un contraddittorio non è lo stesso che farsi interrogare nel disinteresse generale. Ho letto I promessi sposi, contravvenendo a tutte le consuetudini didattiche che avevo negli anni precedenti elaborato, semplicemente proiettando il testo e mostrando dal vivo (pennarello alla mano e lavagna interattiva) le scelte lessicali sintattiche e stilistiche che ne fanno un libro d'eccezione; continuamente ricordando quanto era innovativo, moderno, ardito il modo di scrivere di questo autore lombardo della prima metà dell'800; quante scelte nell'organizzazione del tempo e dello spazio, nella commistione degli stili, nel tratteggio dei particolari lo rendono indimenticabile. Credo che il "contenuto" (quello a cui tengo) sia passato meglio di altri anni, nonostante la fatica di stare dietro ai periodi non proprio vicini al parlato. 



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COMMENTI
24/07/2015 - "Finalmente"....!!! (Luigi Maranzana)

Dopo tante "dissertazioni" sul ruolo, la funzione, della Scuola, un esempio di come essa possa essere "buona scuola". Complimenti!! In una società dominata ormai dal "pensiero breve" cui ci hanno abituato ed "abusato" i prodotti multimediali mobili, credo occorra fare il punto sul rischio di perdere la propria lingua o, comunque di disabituarsi ad usarla in modo appropriato. Le Indicazioni nazionali, cui Ella fa riferimento, paventano tale rischio specie quando definiscono alcuni compiti che la Scuola oggi deve assumersi: la valorizzazione della propria appartenenza necessaria ad un nuovo modello di cittadinanza che, per includere, ha bisogno di snocciolare la propria storia per scambiarla e riappropriarsene arricchita di altri vissuti. Quale occasione migliore ricercare nella storia della nostra lingua esperienze significative ed arricchenti anche dal punto di vista dell'uso della lingua! Certo abbiamo bisogno di usare mezzi multimediali per creare attenzione e motivazione, ma la lettura di opere di rilievo abituano ad una virtù fondamentale ed oggi in disuso: saper ascoltare, saper stare in silenzio per ricevere! Da ex dirigente scolastico mi consenta di provare un pò di "invidia" per il collega che ha la fortuna di annoverarla tra i Docenti dell'Istituto che dirige!