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SCUOLA & ICI-IMU/ La strategia sbagliata dei cattolici e la legge che manca

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Dei tanti commenti, il più concreto ritengo sia quello del ministro Giannini quando osserva che i giudici dicono "che c'è un trattamento diverso tra pubbliche e paritarie", quando ritiene "che forse ci sia una riflessione da fare" e rammenta che "l'Italia l'ha fatto 15 anni fa, con una bella legge a firma Berlinguer che così sintetizza: "La Repubblica italiana è dotata di un sistema nazionale pubblico, statale e non statale. È un sistema integrato dell'istruzione, un sistema che lo Stato si impegna ovviamente con modalità differenti, a far sviluppare e non declinare".

A conclusione ribadisco quanto già espresso nel mio citato articolo: occorre che tutti i politici che dicono di avere a cuore la libertà di scelta educativa, che considerano le scuole paritarie parte integrante dell'unico sistema pubblico di istruzione e formazione, che ritengono importante ed indispensabile il prezioso servizio pubblico che offrono, battano un colpo e varino una legge di un solo articolo che, sulla base delle motivazioni scritte dalla Corte di Cassazione nella sentenza, dica con chiarezza che l'esenzione dell'Imu deve essere concessa per tutti gli immobili che vengono utilizzati per il servizio pubblico di istruzione; altrimenti, cercando ancora soluzioni solo interpretative, ci troveremo nel futuro di fronte ad altre sentenze di organi della magistratura che, dobbiamo ricordare, non potranno che emettere sentenze avendo come riferimento la norma vigente e non interpretazioni.

Il tempo ormai è quasi scaduto. Si chiede coraggio, realismo, valutazione economica e giustizia.

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COMMENTI
26/07/2015 - Idea valida a cui però aggiungerei il Bonus scuola (Carlo Cerofolini)

Sicuramente avere una legge che mette sullo stesso piano giuridico ed economico le strutture che svolgono un servizio pubblico è un’idea valida e condivisibile anche se, a mio avviso, nel campo dell’istruzione occorre fare un ulteriore passo avanti, perché se si vuole garantire sia la libertà di istruzione costituzionalmente garantita, sia l’art. 33 della stessa Costituzione (senza oneri per lo Stato) – a meno che non lo si cambi (campa cavallo) - dare un corposo Bonus scuola direttamente alle famiglie (non alle scuole). Famiglie che poi potranno decidere liberamente se spenderlo nelle scuole paritarie statali o non statali. Tale Bonus- indicativamente - dovrebbe essere pari all’80% del costo medio dello studente nelle scuole statali, mentre il restante 20%, mancante a coprire l’intera spesa del costo per studente, potrebbe essere per il 5% a carico delle famiglie, come tassa d’iscrizione, e per il 15% a carico della scuola paritaria non statale o dello Stato per quella statale.

 
26/07/2015 - Solo confusione (nicola mastronardi)

Politici e sottosegretari a vita che fanno passare per vittoria il concetto di parità con una detrazione di 76 Euro per le famiglie che iscrivono i figli in una scuola paritaria, politici che votano contro in commissione per ripicca rispetto al capo del governo, la CEI che a detta di qualcuno baratta con il governo la libertà di educazione con i valori non negoziabili, chi paga tutta questa confusione sono le famiglie che hanno dato il loro voto a questi politici.Ribadisco un concetto che secondo me è fondamentale, la parità giuridica senza la parità economica è un inganno, per quanto le scuole paritarie fanno risparmiare allo stato.

 
26/07/2015 - Imitiamo l'ipocrisia dello Stato (Giuseppe Crippa)

In attesa della legge auspicata dal dott. Pasolini non sarebbe sufficiente denominare “contributo volontario” quelle che sono le attuali rette scolastiche delle paritarie e poi non pagare l'IMU per una attività che non sarebbe più "commerciale"? Le scuole cosiddette statali da anni ipocritamente chiedono, oltre alle tasse scolastiche dovute, contributi volontari alle famiglie, quindi si tratta solo di imitare il comportamento dello Stato…

 
26/07/2015 - Scuole paritarie e CEI (fabio sansonna)

La CEI fin dal governo Monti sembra essere subalterna dei velati condizionamenti da parte dello stato attraverso il fisco sulle scuole paritarie cattoliche, che e non ne viene fuori. L'atteggiamento puramente clericale di timida prudenza nella speranza che poi alla fine tutto si risolva nel migliore dei modi,non funziona. Non solo ma ha implicazioni pastorali gravi : ad esempio riguardo al 20 giugno a Roma, è chiaro che la scelta suggerita da mons Galantino di non partecipare era l'ennesimo esempio di tattica timida e prudente per evitare ritorsioni da parte dello stato, ma non funziona : la Cassazione sulle scuole di Livorno si è espressa lo stesso. E oltre al danno economico, si è creata confusione nel popolo cristiano, fin anco contrasto tra chi era per andare e chi no. A dire sempre la verità " senza infingimenti né paure " ( come diceva S.Giuseppe Moscati) alla fine è sempre il metodo migliore che non fa perdere nulla. Ma da decenni si fabbricano santi a ritmo industriale, ma nessuno sa cosa hanno detto , come hanno vissuto e non sono esempio di vita per nessuno. Gli esempi e i modelli da seguire i cattolici attuali li cercano fuori dalla Chiesa : Perché ? questa è una domanda da porsi.

 
26/07/2015 - Un atto di coraggio e chiarezza (Franco Labella)

Ogni volta che leggo articoli relativi alla scuola paritaria mi pongo una domanda semplice semplice che stavolta vorrei porre a Pasolini. La domanda è : perché invece di inseguire soluzioni oblique non si chiede la revisione costituzionale dell'articolo 33?