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SCUOLA & ICI-IMU/ La sentenza mette Renzi (e la Giannini) con le “spalle al muro”

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Stefania Gianni e Matteo Renzi (Infophoto)  Stefania Gianni e Matteo Renzi (Infophoto)

In questi giorni, a commento della sentenza, sono molte le dichiarazioni di principio, ma la compagine di maggioranza non è ancora riuscita a indicare un percorso in cui la valorizzazione delle Paritarie rappresenti un plusvalore per la scuola italiana e non solo un favore alla componente cattolica della società italiana. A calmare le acque è intervenuto ieri anche il primo presidente della corte di Cassazione, Giorgio Santacroce, che in un comunicato ha precisato come la sentenza non obblighi automaticamente al pagamento dell’Ici per gli anni in cui è sorto il contenzioso. Il presidente ha ribadito che il dispositivo, annullando la sentenza di secondo grado, rimanda nuovamente al giudice di merito, affinché stabilisca se la didattica non si sia svolta ”in concreto con le modalità di un’attività commerciale”.

Un dato però è certo. Il criterio di “attività non commerciale” potrebbe non essere solido ed essere smontato da altre sentenze, per cui sicuramente bisognerà fondare l’esenzione su altri criteri. L’occasione è dunque unica sia per il Governo che per le componenti di maggioranza e di minoranza che vedono e giudicano positivamente la presenza della scuola non statale. Il tavolo tecnico di De Vincenti, tuttavia, per essere autorevole avrà bisogno dell’avallo anche del premier Matteo Renzi e del ministro dell’Istruzione Giannini. Il banco di prova è pronto. 



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COMMENTI
28/07/2015 - Perfettamente d'accordo (Luigi PATRINI)

Sono perfettamente d'accordo con Cerofolini. Come tante altre volte ho commentato: finalmente ora il Parlamento dovrà accettare la vera ed unica interpretazione della legge sulla reale ed effettiva parità tra scuola-paritaria-statale e scuola-paritaria-libera. Ai Parlamentari cattolici, che non si vergognano di essere tali, vorrei ricordare che quella della "libertà di educazione" è una delle tre fondamentali questioni "non negoziabili" proposte dalla Dottrina sociale: le altre due sono la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e di una donna e le questioni bioetiche (aborto, eutanasia, manipolazione genetica).

 
28/07/2015 - Bonus scuola 80% unica soluzione (Carlo Cerofolini)

Dopo la sentenza della Cassazione che obbliga le scuole paritarie non statali a pagare l’Ici-Imu – mettendole così a serio rischio di chiusura – è inutile girarci intorno, la soluzione è una sola, se si vuole garantire sia la libertà di istruzione costituzionalmente garantita sia l’art. 33 della stessa Costituzione (senza oneri per lo Stato)a mano di non cambiarlo (vasto programma), dare un corposo Bonus scuola direttamente alle famiglie (non alle scuole). Famiglie che poi potranno decidere liberamente se spenderlo nelle scuole paritarie statali o non statali. Tale Bonus- indicativamente - dovrebbe essere pari all’80% del costo medio dello studente nelle scuole statali, mentre il restante 20%, mancante a coprire l’intera spesa del costo per studente, potrebbe essere per il 5% a carico delle famiglie, come tassa d’iscrizione, e per il 15% a carico della scuola paritaria non statale (nel caso che non sia più risparmiosa della scuola statale) o dello Stato per quella statale.