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SCUOLA/ Autovalutazione, luci e "ombre" (ministeriali) di una bella novità

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Il terzo elemento innovativo consiste nella pubblicità dei risultati delle valutazioni: infatti, i Rav saranno pubblicati online, così che i diversi stakeholders potranno accedere alle preziose informazioni in essi contenuti. Non solo le varie scuole potranno osservare cosa fanno le altre, ma sopratutto i genitori avranno accesso ad una serie di dati ed informazioni sono ad oggi sostanzialmente inaccessibili. Attraverso una tale iniziativa di accountability, si promuoverà una maggiore consapevolezza delle varie componenti del mondo della scuola e, forse, una migliore collaborazione tra di esse. 

Oltre agli aspetti positivi individuati, non ci si può esimere dal rilevare anche alcune oggettive criticità. In primo luogo, il presidio dell'intero processo da parte del ministero appare talvolta precario; si pensi, ad esempio, alla decisione di prorogare la scadenza della "chiusura" del Rav (sarà riaperta a settembre), che ha fatto sollevare qualche dubbio ai vari attori coinvolti (docenti, dirigenti scolastico, ecc.) sulla effettiva "tenuta" organizzativa del processo nel suo insieme. Sempre con riferimento al Miur, l'attività di consolidamento dei dati sulle caratteristiche delle scuole e dei loro risultati (su cui esse basano la propria autovalutazione) dovrà esser sempre più affinata, sia per renderla più routinaria (e meno invasiva delle scuole, chiamate ad un ulteriore questionario) sia per assicurarne la robustezza (ad esempio, in relazione alla precisione dei dati). 

Ancora, il processo è stato sinora coordinato centralmente in modo molto stringente, mentre sarà sempre più opportuno che le scuole possano rivolgersi con maggiore autonomia a soggetti terzi (università, istituzioni, fondazioni, ecc.) per un supporto già nella fase di autovalutazione (e non solo in quella di miglioramento). A tal fine, potrebbe essere utile un segnale da parte del Miur, che destini nel prossimo futuro risorse ad hoc per favorire una maggior apertura delle istituzioni scolastiche al confronto con soggetti terzi.

Infine, non è ancora chiaro quali strumenti saranno messi in campo per verificare la veridicità delle valutazioni effettuate, ed evitare il rischio — paventato da più parti — di una eccessiva auto-celebrazione (o auto-assoluzione) da parte delle scuole. 

E' ancora presto per dire se questo primo esercizio di autovalutazione estensivo sortirà effetti benefici per il sistema scolastico, stimolando l'avvio di processi di miglioramento delle attività scolastiche (per perseguire più elevati livelli di apprendimento e di skills non cognitivi), o se invece si tradurrà in un ennesimo rischio di adempimento formale. Le basi per essere ottimisti vi sono, ed ora si tratta di consolidarle e renderle sempre più componente sostanziale della valutazione.



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