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SCUOLA/ Insegnare latino? Attenti ai nuovi manichei

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Uno dei più recenti orientamenti nella didattica della lingua latina, infatti,  è l'insegnamento della grammatica secondo il metodo neocomparativo o approccio comparativo: tale approccio, come è stato scritto, "si basa su alcuni presupposti fondamentali: in primo luogo, compara le lingue per arrivare ad individuare le proprietà comuni a tutte (principi) e le aree di differenziazione (parametri). In questo modo è possibile raggiungere due obiettivi immediati: da un lato quello di descrivere in modo formale il maggior numero di fenomeni con il minor numero di regole e premesse teoriche e, dall'altro, quello di sviluppare la consapevolezza interlinguistica, avendo una riflessione esplicita sulla grammatica e favorendo l'attivazione di processi mentali paralleli a quelli coinvolti nella competenza nativa di una lingua".

"Ci si potrebbe chiedere perché — scrive Renato Oniga, ordinario dell'Università di Udine rivolgendosi idealmente a chi insegna lingue antiche — questo metodo neocomparativo  debba essere applicato anche alle lingue classiche. E non sia sufficiente limitarsi alle lingue moderne. In realtà, l'obiezione va rovesciata, perché è evidente il vantaggio di applicare uno stesso metodo alle lingue antiche e moderne, come in effetti avveniva già nel periodo della vecchia grammatica comparativa, che veniva usata per le lingue germaniche e romanze non diversamente per le lingue classiche. Ma il vero motivo è un altro: uno degli obiettivi più qualificanti nello studio scolastico delle lingue antiche dovrebbe essere non tanto l'accumulo di nozioni minute per diventare filologi classici, ma lo sviluppo di una cultura linguistica superiore, con ricadute positive sulla conoscenza consapevole dell'italiano e delle lingue straniere".

Per l'insegnamento della lingua greca antica è stato elaborato il cosiddetto metodo Polis: esso è un metodo eclettico, "inventato" da Christophe Rico, linguista francese e autore del corso Polis: parler le grec ancien comme une langue vivante uscito nel 2009 in Francia e in Italia nel 2012. Il metodo Polis potrebbe essere annoverato tra i metodi "naturali" o — come si direbbe oggi — "comunicativi", dove l'uso attivo della lingua greca in situazioni comunicative ha una parte significativa: un uso orale più moderato della  lingua greca è prevista dal manuale Ancient Greek Alive di Paula Saffire e Catherine Freis del 1999, dove vengono  impiegati testi, combinati con schemi grammaticali e con esercizi di produzione orale. Il fine non è lo sviluppo della competenza attiva della lingua greca, ma l'assimilazione di strutture grammaticali mediante la ripetizione orale.  

A uccidere le lingue morte sono, con maggiore frequenza di quanto il più ingenuo potesse aspettarsi, gli stessi insegnanti che, invece di aggiornarsi in modo serio, continuano a prolungare con putrescenza stantia la solita tiritera! Perinde ac cadaver che poi sarebbe la lingua latina…



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