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SCUOLA/ Usa, dove il prof che non è preparato viene lasciato a casa

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Barack Obama (Infophoto)  Barack Obama (Infophoto)

Immaginiamo che ci sia una triade nella struttura e gerarchia delle scuole, formata dal preside e dal vicepreside, affiancati dai presidi di primarie, medie e liceo. Poi ci sono i direttori dipartimentali, e infine i presidi degli studenti; in scala discendente per ciò che riguarda le responsabilità di questi diversi esperti nei vari campi amministrativi, pedagogici e disciplinari. Queste persone fanno parte del gruppo della governance didattica della scuola. Ma non è poi veramente necessario immaginare tutto ciò, se vogliamo per un attimo osservare la realtà presente delle scuole negli Stati Uniti. 

Lasciamo da parte il discorso dei dettagli del settore privato vs. quello pubblico: quest'ultimo è in crisi da circa mezzo secolo negli Stati Uniti, per cui le famiglie che hanno possibilità finanziarie  sacrificano i loro risparmi dal momento in cui nascono i figli per mandarli o alle scuole religiose, che sono già ad un livello più alto e ad un costo molto più basso, o a quelle a cui hanno un facile accesso le famiglie benestanti; queste ultime sono le Scuole preparatorie K-12, che vanno dall'asilo all'ultimo anno del liceo. Tutto ciò viene fatto sotto l'urgenza della competitività, dato che il traguardo ulteriore è la corsa alle università che sono moltissime ed estremamente selettive. Ma ciò che a noi ora interessa è cercar di vedere come si possa creare, o immaginare, una scuola ideale che si basi sul reale.

Dico reale, perché l'ideale comprende sempre il potenziale della corruzione (e la corruzione non è nazionale, è universale). La mia lunga esperienza di docente liceale negli Stati Uniti mi ha mostrato che ogni passo verso l'ideale-reale viene costantemente ostacolato da chi (come sempre e ovunque), essendo completamente concentrato sulla sua personale e ambiziosa scalata al potere, è pronto ad abbattere l'innovazione quand'essa venga percepita come minaccia. Basta essere intelligenti per creare timore; se poi si aggiunge la creatività, allora si creano dei nemici. Ma tutto ciò è risaputo, e in fondo non importa molto.

Cosa c'è allora nel sistema nordamericano che permette agli studenti di appassionarsi allo studio e alla ricerca, di scoprire la strada che li soddisfi? Cosa c'è che permette agli insegnanti di immedesimarsi nella loro materia e dare il meglio di sé, prestando attenzione al modo differenziato in cui si deve presentare ad ogni studente l'oggetto dell'insegnamento? Come si raggiungono questi traguardi, nella realtà?

La scuola degli Stati Uniti che conosco e in cui ho operato per decenni è in continua evoluzione. Si aggiorna, si modifica e si re-inventa senza tregua. Ogni generazione chiede qualcosa di nuovo e il professore, accompagnato dai colleghi in riunione e assieme al direttore di dipartimento, è responsabile di mantenere un livello di eccellenza. 



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COMMENTI
06/07/2015 - Ma quando insegnano questi proff? (Ivio Nicola Marongiu)

Dimmi quando, in tanto impegno per trovare il metodo, insegnano davvero questi poveri stressati proff. Americani. Non è che perdono il filo del discorso e la via della parola e il tempo per fare davvero scuola? Tra tanti presidi poi, ognuno, immagino, abbastanza podestà nel suo dominio ancorchè minuscolo. Ecco dunque perchè in tanta dispersione nascono e si perfezionano quei mostri che periodicamente sparano a scuola uccidendo proff, presidi e compagni. Meglio la nostra scuola, povera ma capace di produrre quella preparazione che tante università, in specie aamericane, tanto apprezzano. Sono arcistufo di leggere di questa straziante, stressata, ansiosa, insensata scuola americana. Dateci altri esempi, se proprio volete.