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SCUOLA/ Una prof: io, "maestrina dalla penna rossa" tradita dalle graduatorie

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Caro direttore,
le scrivo perché sono in preda ad uno stato di collera e di sgomento di fronte al criterio di "buona scuola" adottato per l'immissione in ruolo per l'anno scolastico 2015/2016.

Insegno da 27 anni e da 23 sono in una paritaria. Ho fatto ogni genere di concorso e li ho vinti, rispettivamente per le classi di concorso A061 (storia dell'arte), A051 (italiano e latino nei licei), A050 (italiano e storia nei tecnici). Nelle dette graduatorie mi posiziono tra i primissimi per storia dell'arte, tra i primi per i tecnici e in buona posizione per i licei.

Sono stata chiamata nella fase A per la graduatoria A050 e scopro che sia che io accetti, sia che io rifiuti, verrò depennata dalle altre due, dopo che lo Stato nei precedenti 27 anni mi ha imposto di scegliere su quale delle tre graduatorie volessi calcolare i 12 punti per un intero anno di servizio e quindi su quale tra le tre io avessi deciso soprattutto di puntare e quindi specializzarmi.

Io, obbediente, fiduciosa ma non scema, ho privilegiato la classe relativa all'insegnamento di storia dell'arte che vedrò domani fregarmi e sottrarmi davanti agli occhi senza poter battere ciglio.

Difficile vedere della bontà nella scuola che ci sta propinando il nostro illuminato governo e i suoi ministri.

Morale della favola: lo Stato decide del mio destino lavorativo dopo 27 anni in una sola chiamata. Parità? Libertà di scelta? Mi sento ostaggio dello Stato. Con me ci sono migliaia di insegnanti di provata professionalità che hanno creduto nel patto stato-cittadino-insegnante e che la constatano tradita nel ricatto infido tra il merito e un piatto di lenticchie.

Di nuovo gli insegnanti sono messi alla berlina.

Cordiali saluti,
la maestrina dalla penna rossa (quella che a Renzi piace molto)



© Riproduzione Riservata.
 

COMMENTI
01/08/2015 - Buona scuola? (Franco Labella)

Non so quale faccia di bronzo ci voglia per sostenere la bontà di un provvedimento che scontenta tutti i beneficiari. Questo sfogo è il primo ed è relativo ad una questione, la rete è piena degli sfoghi dei precari tra la rabbia e la delusione per la questione "mobilità coatta". Sarebbe una bella iniziativa un'assemblea nazionale con invito "perentorio" (se non vieni vuol dire che non ci metti la faccia!) ai vari Faraone, Puglisi, Ascani, Malpezzi, Renzi. Cento a uno che non accetterebbe nessuno...

 
01/08/2015 - solidarietà (Giuliana Zanello)

Non serve a molto, purtroppo, ma almeno una parola di solidarietà per la collega è dovuta e viene dal cuore. La lettura di quanto scrive è inoltre molto istruttiva su un punto: il meccanismo qui illustrato svela bene quanto la "buona scuola" metta al centro la competenza disciplinare degli insegnanti, facendo giustizia di eventuali residue illusioni.