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SCUOLA/ Chi ha ucciso il Professore? Italodramma in quattro puntate (3)

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In tale situazione il laico neo dottore trovò spesso lì la prima occupazione, invidiando al collega dello Stato la per di lui succulenta retribuzione. Il privato, investendo nella struttura dell'Innovazione per stare al passo dell'Inflazione, tagliava sulla voce men qualificante della sua Istituzione: il neolaureato suo impiegato. E a buonissima ragione applicava ogni tipo di Svalutazione (vediti i Contratti in successione): l'insegnante innanzitutto era pervaso della sua ardente missione alla formazione della neo generazione; lo Stato teneva ben serrate le porte d'assunzione, impedendo al lavorante libera circolazione; e c'era il monopolio: il Concorso, che la Legge cadenzava con ritmo stabile biennale, fu in concreto per anni l'Illusione, il Concorsone: il mercato era fermo agli anni Trenta, privo al tutto di ogni concorrenza. O 24 ore a 2/3 di retribuzione, oppure la voragine delle liste d'iscrizione al Precariato, divenuta la più Stabile Occupazione. 

In quei Consigli d'Amministrazione intanto si preparavano i grimaldelli della dissoluzione: si vendevano ore di lezione come fosse tempo di ottimizzanda produzione. S'invocava indi il Sacrificio. Si valutava a chili l'istruzione; bastava poi far suonare prima la stessa campanella per ottenere ore ed ore gratis a disposizione. Il giovane impiegato non capiva, fremeva per la nuova iniziativa, ma era convinto della propria e altrui umanitaria operazione. Condensar da 60 a 50 "primi" il buon Petrarca è una bella pacchia per il Professore, un bel Risparmio per l'Ente Gestore; i minuti così recuperati al ciurlare in inutili, metrici sofismi, ben valgono quattro cinque ore di pomeridiana assistenza e aziendale supplenza di forza lavoro, a pascolare il gregge appunto, risparmiando sul pagamento di docenza (oh progressista Buona Scuola, come sei in ritardo nell'opera della dissolvenza). 

Il pedagogo gongolava, e teorizzava i minimi saperi, i nuclei fondativi, le razionalizzazioni interdisciplinari fra i grovigli inutili dei tanti, troppi cascami dei vecchi nozionistici programmi. La Didattica ci guadagnava in snellezza, contar sodo era la competenza, mica la già morta conoscenza. Il Monte ore (il Monte) miracolosamente cresceva in vertiginosa altezza. Miracoli della illuminata Reggenza. Cartesio resuscitava: computoergo (e qui però ci lasciava). L'economo d'azienda respirava; il Gestore esultava, e traduceva con le dovute chiose educative le nuove prospettive, le novità della Sua Azienda Scuola: al Centro siano i "Ragazzi", non le discipline coi loro intrallazzi e dei professori gli schiamazzi. Studenti, alunni, allievi, roba e nomi dei Tempi Grevi. 

Il giovane impiegato allora rimodulava programmi, riprogrammava i moduli, ove ritmava le lezioni, che finalmente si succedevano seguendo ordinate produzioni (il gratis). L'editoria impazziva, e sceglieva la via del taglia e incolla facile e redazionale. Moriva indi l'Autore. Tutti da lassù potevan controllare le prestazioni degli impiegati della classe, l'armonia che nell'ufficio finalmente pareva che regnasse, l'ingranaggio oliato che lento lento uniformava il Risultato: dal Manzanarre al Reno, dalle Alpi alle Piramidi si era diventati tutti più efficienti e rapidi. 



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COMMENTI
16/08/2015 - È stato il maggiordomo? (Piedenero Piedenero)

Letto tutto d'un fiato. Ironico, cinico e purtroppo lucido. Un articolo da incorniciare. Leggere articoli di questo tenore di questi tempi è un toccasana. Ilsussidiario mi stupisce sempre di più per la pluralità di opinione e per non essere anch'esso SCHIERATO dalla parte dei soliti prePOTENTI.