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SCUOLA/ Dentro i precari (e sono voti). Elezioni in vista?

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Matteo Renzi (e Stefania Giannini sullo sfondo) (Infophoto)  Matteo Renzi (e Stefania Giannini sullo sfondo) (Infophoto)

Non si tratta in primo luogo di soldi: basterebbe lasciare agli insegnanti la possibilità di insegnare e valutarli obiettivamente, senza schemi o soglie prefissate centralmente — un'autentica sciocchezza —, e occorrerebbero dirigenti capaci di valorizzare il buono che c'è, non quelli di adesso, preoccupati soprattutto di non avere grane o di fare bella figura con attività spesso solo di facciata, per avere fondi e far carriera nei gradi della Pubblica Istruzione. 

Un'altra annotazione riguarda tutta l'enfasi data agli investimenti del governo sulla scuola: ma se i posti vacanti c'erano anche prima, cosa cambia dal punto di vista della spesa nel pagare un precario o un arruolato? Stupisce invece che non ci abbiano pensato i premier precedenti: con una spesa minima, questo governo si è garantito, se non tutti, la maggioranza dei voti dei 100mila in caso di elezioni probabilmente non lontane. In un paese come l'Italia in cui Prodi vinse le elezioni per 25mila voti, potrebbe essere molto utile. 



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COMMENTI
18/08/2015 - La grande assunzione (lucia corucci)

Gentilissimi, strane opinioni ha lo scrivente sui noi professori.La prima: una volta di ruolo, ci rilassiamo. Forse non sa che l'immissione in ruolo non è un punto di arrivo ma di partenza, che la nostra carriera procede con sfide nuove ogni anno, perche ogni anno le classi sono diverse, i ragazzi crescono, maturano, ci pongono nuovi orizzonti. La seconda, le balle sul registro elettronico. Un passo avanti, uno strumento agile e moderno, che snellisce il lavoro e lascia più tempo per la didattica. La terza, un serbatorio di voti per il governo. Ma scherziamo? La resistenza alla buona scuola (termine rubato a Lodoli) è profonda, tenace, viva. Io insegno da 30 aa, sono di ruolo da 15, dopo anni di supplenze annuali ed insegnamento della Religione Cattolica. Assicuro gli amici de Il sussidiario che non voterò Renzi, ma Salvini...

 
17/08/2015 - “Grande Assunzione” e Renzi paragonato a Churchill (Vincenzo Pascuzzi)

Non condivido l’opinione di Gianfranco Lauretano: “con una spesa minima, questo governo si è garantito, se non tutti, la maggioranza dei voti dei 100mila in caso di elezioni probabilmente non lontane”. Appena 10 settimane fa, il Pd di Renzi ha perso 2 milioni di voti alle elezioni regionali e amministrative. Allo sciopero della scuola del 5 maggio ha aderito l’80% di docenti e ata. Gilda Venezia dichiara oggi che “E’ in ogni caso FALSO che si metteranno in ruolo 100mila precari nell’anno scolastico 2015-16. La gran parte di chi ha fatto la richiesta nella graduatoria nazionale sarà stabilizzata, se sta coprendo un posto con supplenza al 30/6 o al 31/8, a partire dal 1 luglio o dal 1 settembre 2016. In settembre 2015 saranno messi in ruolo solo 40-45 mila docenti.” Il trionfalistico “ferragosto speciale grazie alla legge 107” gridato da Renzi risulterebbe tale solo per il 6% (sei per cento) dei precari coinvolti (v. sondaggio scuolasocial.it). Inoltre, secondo una indagine svolta in agosto, solo il 26% degli italiani crede che Renzi stia mantenendo gli impegni, mentre per il 63% non sta cambiando le cose (v. termometropolitico.it). No comment al paragone onirico e contraddittorio - azzardato da Giuseppe Crippa - di Renzi con Churchill. I nazisti?!

 
17/08/2015 - Renzi e Churchill (Giuseppe Crippa)

Winston Churchill portò il suo popolo alla vittoria nella guerra contro il nazismo ma fu battuto alle prime elezioni politiche in tempo di pace. Non penso proprio che i nuovi assunti voteranno Renzi in segno di gratitudine, anzi. Ma lo faranno i genitori perché finalmente qualcuno ha preso anche qualche provvedimento per una scuola che offra qualcosa agli studenti e non soltanto un lavoro ai docenti.