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SCUOLA/ Assunzioni nel caos, un "capolavoro" che scontenta docenti, studenti e famiglie

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Stefania Giannini (Infophoto)  Stefania Giannini (Infophoto)

L'assegnazione degli aspiranti sarà fatta cercando di garantire che ciascuno sia assegnato su base provinciale, secondo l'ordine delle preferenze espresse. Se nella prima provincia scelta i posti risulteranno occupati da altri soggetti con maggior punteggio, la proposta di incarico a tempo indeterminato sarà effettuata per una provincia diversa.

Il fabbisogno di docenti per il potenziamento verrà comunicato dalle scuole al sistema informativo non per singola classe di concorso ma per ambiti disciplinari, con la conseguenza che le istituzioni scolastiche richiedenti si vedranno arrivare insegnanti con competenze diverse da quelle richieste. 

Terminate le fasi B e C, l'insegnante avrà 10 giorni per accettare la proposta di assegnazione del Miur, pena la cancellazione dalle Gae a differenza di coloro che non hanno presentato la domanda di immissione in ruolo. In questo modo, mentre nel caso di mancata accettazione dell'assunzione si decade dal diritto a partecipare alle prossime immissioni in ruolo, coloro che non hanno presentato la domanda per le stesse fasi rimarranno in graduatoria con la possibilità di essere immessi in ruolo in futuro e con la speranza di ottenere nel frattempo una supplenza annuale già con il prossimo anno scolastico 2015/2016. 

In questo scenario, piuttosto che per il rifiuto del trasferimento che ha sempre determinato flussi migratori di insegnanti da Sud a Nord, può essere plausibile che solo la metà degli aventi diritto, esattamente 71.643, abbia deciso di partecipare alle fasi B e C, a causa di questa ricercata complessità e delle sue conseguenze sulle prospettive future di impiego nella Scuola. 

Peraltro, non è chiaro come la sopravvivenza delle Gae si concilierà con gli esiti del bando che dovrà essere emanato entro il primo dicembre di quest'anno, per la copertura dei  posti vacanti e disponibili nell'organico dell'autonomia e per quelli che si renderanno in ogni caso disponibili nel triennio. L'altro elemento non chiarito riguarda la sorte di quegli insegnanti precari che non rientreranno nel piano di assunzioni e che supereranno i 36 mesi di servizio il prossimo primo settembre 2016, a cui sarà preclusa anche la possibilità di effettuare supplenze.

Infine, come se non bastasse, tutti gli effetti del descritto piano di assunzioni saranno amplificati dalla mobilità speciale prevista per il prossimo anno scolastico, che riguarderà in via prioritaria i docenti assunti nell'anno scolastico 2014/2015 (comma 108) e comporterà una differenziazione tra i docenti assunti con le procedure previste dalle fasi 0 e A e quelli immessi in ruolo in esito alle fasi B e C. In questo modo, alla mobilità di andata di questo anno seguirà la mobilità di ritorno dell'anno prossimo, con buona pace della continuità didattica per gli studenti.

Insomma, sempre di più occorrerebbe chiedersi per chi sia buono un provvedimento che danneggia sicuramente gli studenti e le loro famiglie, senza soddisfare nemmeno gli insegnanti.



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COMMENTI
20/08/2015 - Ripeto: Medico, cura te stesso... (Giuseppe Crippa)

Dott. Bocchieri, effettivamente se i 212 commi e la tabella fossero stati scritti di pugno dal ministro Giannini senza l’aiuto di alcun burocrate avrebbe perfettamente ragione Lei!

 
20/08/2015 - Cosa aspettarsi (Moeller Martin)

Mi chiedo cosa vi aspettavate da un governo italiano per di più di sinistra se non una grande porcata. Sarebbe bastato pubblicare l'elenco dei posti disponibili e raccogliere le canditature tra gli insegnanti che hanno titolo per l'assunzione. Niente di rivoluzionario dato che è quello che da sempre si usa tra privati. Certo rende più difficoltoso coltivare le proprie clientele riservando favori agli amici ed agli iscritti al partito, ma forse sono solo io che penso sempre male,

 
20/08/2015 - Medico, cura te stesso... (Giuseppe Crippa)

Gentilissimo dottor Bocchieri, credo convenga anche Lei che l’intendimento del governo che l’ha proposta e del parlamento che ha approvato la legge cosiddetta "della buona scuola" cioè di assumere molti degli insegnanti precari e di dotare le scuole di risorse umane aggiuntive, fosse buono sia per le famiglie che per i precari. Se il testo partorito è così confuso lo si deve principalmente – penso – alla burocrazia ministeriale (e forse anche a quella regionale) che ha provveduto alla stesura materiale. E di questa burocrazia fa parte anche Lei.

RISPOSTA:

Gent.mo, la disciplina del piano di assunzione è contenuta nel testo approvato dai due rami del parlamento (Camera e Senato), con voto di fiducia su un maxi-emendamento del Governo che ha dato luogo ad una legge composta da un solo articolo, 212 commi ed una tabella. Sempre pronto ad incolpare anche quella burocrazia di cui faccio parte, purché le accuse siano pertinenti. Rispetto alle buone intenzioni del Governo, ritengo che mai come in questo caso si possa dire che sono le stesse di cui è lastricato l'inferno. GB