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SCUOLA/ Così l'Apparato ha "venduto" lo stupore. Italodramma in quattro puntate (4)

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Scendendo nei gironi, si odon nuovi burocrati e nuovi fervidi impiegati, nuovi tormenti e nuovi tormentati, cresciuti tra gli scienziati umani, statistici urbani, pedagoghi di classe e psicologi di masse, ufficiali delle procedure, informatizzatori, certificatori, controllori delle infrastrutture, ISO 2000tori e tanti buoni Professori, con agganci superiori, che venivan tanti dalle privatissime e religiose Amministrazioni, e trovaron lì lo sbocco digitale alle loro Sacre e Sante Ambizioni, al loro piccolo spazio di Potere: ma come dare il torto? E dove far carriera nelle Agenzie per Impiegati della Santa Missione? Qui ci fu il Miracolo della comunione del nuovo pubblico e del vecchio privato: nelle giustificazioni educatologiche sommesse al talento degli iscritti e alle leggi del mercato. Il sacerdote operante, l'educatore zelante, trovarono l'analogo pedagogo controllore, e fu Amore. Fu finalmente conseguito, anche qui nel Vecchio Continente, il liberismo di Stato che conciliava Oriente ed Occidente. La Cina fu davvero finalmente più Vicina. Gli eredi del fare lombardo e ambrosiano virarono verso il Serrucon gaddiano dell'industrialismo brianzoliano; di nuovo la Religione del lavoro sembrò giustificare il sacrificio umano, il cinismo di bilancio fu benedetto come un realismo dal nuovo slancio. Abbasso il vieto sentimentalismo, la passione dell'adolescente per l'eccesso di idealismo: le persone serie finalmente l'hanno in mano quell'ozioso artistoide genialoide, poveretto, obbediente, professore ciarlatano, sempre e solo col suo pallino della sua materia in mano. 

Fu questione di sopravvivenza, anche contro la decenza. Cominciò la nuova Programmazione in nome della Razionalizzazione. Lo Stato intanto implose per ammanco di denaro, e accolse il modello dell'Amministratore fordiano. Come a Troia, son stati decenni d'assedio e d'ossessione, ma il Cavallo ora è immolato, Ulisse laggiù al Ventiquattresimo precipitato e parcheggiato: Ministero e Sindacato tornarono alla nota operazione: assunzione elettorale, l'italica solita soluzione nazionale, e fu aperto il cancello con l'operazione grimaldello. Ma poi sul Corpo dei docenti, via, saranno tagli fendenti. Qualcuno inventò i beni culturali, e l'arte dei musei e degli eventi ebbe il suo lasciapassare. Ma la bellezza della scuola in due secoli divenne insomma insostenibile: ozio del conoscere e dir grazie, piacere del tempo perso a meditare, sapere per sapere di sapere, vedere per godere, amare con dolcezza, vivere con stile umano, credere il possibile reale e l'impossibile un desiderio naturale: il Borghese di Stato, il Cinese padrone del Calcio e dei criteri di Mercato, l'Emiro signore del Grattacelo milanese, il Manager frustrato dal servaggio a zero spese, L'Avvocato, il Socio, il Commercialista, persino l'Ordinario, dall'Anvur contristato, invidiavano Catullo che da secoli baciava la sua Lesbia, e mille e mille ne dava ad ogni classe nuova che cambiava. 



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COMMENTI
30/08/2015 - una Rosa salverà la scuola (Clotilde Redaelli)

Caro Stefano Bertani, grazie per le bellissime puntate agostane (speriamo ve ne saranno anche di invernali)! Certo non è stato facile leggere le dolenti rime che mettono a nudo le strane alleanze dei poteri impegnati a svendere la bellezza della cultura della scuola. Ma la sua scrittura restituisce ai rari nantes lo stupore della Rosa (signora della nostra tradizione), che forse ancora una volta ci salverà. Clotilde Redaelli