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SCUOLA/ Così l'Apparato ha "venduto" lo stupore. Italodramma in quattro puntate (4)

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Leggi la terza, la seconda e la prima puntata.

Dunque Non Scuola (ma agenzia delle...) e Non Presidi (ma dirigenti di ...), Non Professori (ma impiegati certificatori ...), Non Studenti (ma utenti del consumo...) e Non Stipendiali Valori (ma supplenti missionari educatori, perenni part-time emancipatori e casse integrazioni per tutti i Meridioni). 

Ci venne raccontato che fu lo storicismo di destra e di sinistra (crociano, gramsciano e gentiliano) a produrre alleanze col Potere, e la Scuola dello Stato, che dal dopoguerra ogni governo sogna di rifare a suo piacere. La storia delle scienze, nella sua filosofia, racconta addirittura che fu quell'idealismo a mandar via dall'istruzione lo sviluppo delle fisiche, delle storie naturali e delle matematiche oggettive: oh, addio magnifiche sorti e positive! Ma l'idealismo non poté che dare un quadro universale (produttore tuttavia di cervelli in fuga generale, la Treccani, e i rispettivi cloni imbastarditi delle Scienze umane). Ma i quadri agenti la meccanica funzionale, l'oliatura dell'ossatura e della giuntura d'organismo statuale, lo scheletro al carbonio indistruttibile su cui si appiccicava il derma mobile dei colori politici e delle specificità disciplinari, la vera Dirigenza inamovibile insomma, si riproduceva in una continuità infallibile dal secolo Tristo che fu il Diciannovesimo. 

Il Secolo breve fu cosa risibile di fronte al più lungo secolo che fosse possibile, il secol lungo delle Applicazioni, signore vezzeggiate da tutti i Moderni e Occulti Padroni. La Statistica, in chiave demografica, la Marketingologica in chiave Merceologica, la Docimologica in chiave Pedagogica, produsse finalmente la Spartizione dei poteri delle istituzioni, la Creazione addirittura di nuovi apparati di Controllo pagati dagli stessi Controllori, stipendiati dai loro Controllati. Per non dire delle Facoltà Moderne dei Metodològhi di ogni disciplina; e l'apposita invenzione di licei atti a diffonder l'infezione (e a dar giusta contribuzione) delle umane scienze a tutta una generazione: e sono ammanchi al Portafoglio, e della scuola la messa in vetrina (e in rovina). Dica pure altrimenti, se ci riesce, chi vi ebbe per varie vicende contatti frequenti. 

D'accordo, ci fu Croce e ci fu Gentile, ci fu Gramsci, Gobetti e anche Dossetti. Ci furon gli intelletti di Stato e i pensatori liberisti. Ma ci fu anche un Corrado Gini, ad esempio, un Carneade del Nostro Apparato. Figlio del positivismo socio-centralista, nella forma della galtoniana Liberal e Social Demografia e padre dei misuratori della Razza e dell'Eugenica Latina. Famosa la sua elegante figurina, grigia sui grigi dei burocrati al Ventennio così come alla Repubblica bambina. Metron fu la sua rivista; sua la socio economistica e la statistica all'Università; con il Gemelli, l'Agostino, organizzava convegni di eugenica italiana; inventava equazioni biometriche; dirigeva per Mussolini l'Istat. Il buon nonno, lo si passi, dell'Indire e dell'Invalsi. Lo Stato si controlla col suo Misuratore, scimmiottando il good job Privato. 



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COMMENTI
30/08/2015 - una Rosa salverà la scuola (Clotilde Redaelli)

Caro Stefano Bertani, grazie per le bellissime puntate agostane (speriamo ve ne saranno anche di invernali)! Certo non è stato facile leggere le dolenti rime che mettono a nudo le strane alleanze dei poteri impegnati a svendere la bellezza della cultura della scuola. Ma la sua scrittura restituisce ai rari nantes lo stupore della Rosa (signora della nostra tradizione), che forse ancora una volta ci salverà. Clotilde Redaelli