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SCUOLA/ 100 alla maturità e commissioni: dov'è la "buona scuola"?

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L'analisi dei dati Invalsi e Pisa mette da sempre in evidenza la maggiore equità delle scuole del Nord. Questo dualismo culturale è da sempre evidente nel Sud, che sa esprimere intellettuali raffinati (per lo più, peraltro, portatori di una cultura pre- o post-moderna) e plebe irriducibile.

In questo contesto non è improbabile che questa élite sappia dare buoni risultati, corroborati peraltro da un "desiderio di riscatto" che viene spesso citato e da una disponibilità all'impegno, anche solo in termini di trasferimenti, che sembra sempre più mancare ai privilegiati studenti del Nord.

Ma che fare se non ci si volesse rassegnare a questa che è un'evidente ingiustizia?

Tempo fa c'era chi pensava che un correttivo potesse essere l'introduzione fra le componenti del punteggio dell'esame di maturità di una prova standardizzata esterna (una sorta di terza prova centralizzata), come peraltro si fa in Germania e come si fa più modestamente da più di 10 anni nelle prove per la qualifica e il diploma dell'istruzione e formazione professionale (IeFP) in Regione Lombardia. Come si fa peraltro anche nell'esame di terza media, ma qui sta il punto. Si tratta di una prova che conta per meno del 20% del voto e che notoriamente non ha alcuna influenza sul futuro scolastico e professionale dello studente. Ma non c'è pace: da quando è stata introdotta, un settore della categoria, con significativi appoggi sindacali e mediatici, la combatte costantemente perché sottrarrebbe alla singola scuola una parte, anche se piccola, del giudizio sullo studente. La Buona Scuola siamo noi.

Ci si può solo immaginare cosa succederebbe alla maturità. Non si tratta solo di sollevamenti di piazza "anti-Troika". Le vicende delle copiature (cheating) nelle prove Invalsi ci insegnano che la figura dell'impunito esiste anche nella Buona Scuola. Non solo sono stati diffusi i dati regionali in proposito: ogni scuola ha avuto classe per classe le percentuali di copiatura ipotizzate. Ora, è vero che alcuni licei classici del Nord ed in parte del Centro, di null'altro colpevoli che di avere (soprattutto in italiano) studenti troppo bravi che le azzeccavano tutte, sono stati ingiustamente accusati di far scopiazzare. Ma è difficile ipotizzare che la stessa cosa sia successa anche nelle altre numerosissime scuole del Sud, in cui i livelli di copiatura ipotizzata rilevati persistono. E persistono anche dopo essere stati ormai da qualche anno individuati e pubblicamente divulgati. Anche all'interno della prova di esame di terza madia che dovrebbe essere il Sancta Sanctorum dei cultori della Stato di diritto!

Una parentesi. I superesperti che stanno vergando i criteri di valutazione dei presidi stanno prendendo in considerazione il semplice e chiaro criterio del "non far copiare"?

Perciò sembra che l'unica ipotesi sensata sia quella di avviare l'esame di maturità su di un binario morto.



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