BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Inglese alle elementari: bilinguismo sì, ma al "naturale"

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Infophoto  Infophoto

L'approccio alla lingua inglese deve insomma rispettare la modalità con cui un bambino impara anche la lingua madre, e cioè attraverso un processo di osmosi: i bambini hanno la possibilità di sentire frasi, ma devono scoprire da sé le strutture fondamentali per comprenderle e costruirne di nuove. Ogni espressione strutturata della grammatica universale può essere interpretata su due livelli: quello dell'apparato senso-motorio, ovvero il modo in cui viene esternalizzato il linguaggio (suoni articolati, ma anche segni) e quello dei sistemi di pensiero, che forniscono quell'insieme di schemi necessari a comprendere il mondo circostante, a ragionare e progettare azioni.

Gli studi più recenti sul bilinguismo precoce (inteso qui come esposizione a una seconda lingua) hanno rinunciato a mettere in relazione bilinguismo e quoziente intellettivo, concentrandosi invece sulla relazione fra bilinguismo e sviluppo cognitivo. Di fatto, nessuna indagine recente indica che il bilinguismo possa rappresentare uno svantaggio per il bambino, né dal punto di vista emotivo e sociale, né da quello dello sviluppo della personalità.

Le attività di Ell (Early Language Learning) condotte nelle strutture preprimarie possono costituire un'esperienza di arricchimento, i cui benefici sono considerevoli. Contribuiscono a migliorare competenze quali la comprensione, l'espressione, la comunicazione e la risoluzione dei problemi, che permettono ai bambini di interagire con successo fra loro e con gli adulti. Tali attività possono aumentare la capacità di concentrazione dei bambini e accrescere la loro fiducia in se stessi. L'esperienza indica che i bambini piccoli imparano le lingue in modo intuitivo (apprendimento inconscio), ad esempio mediante l'ascolto e l'esplorazione creativa, stimolati dalla curiosità. Quanto più piccoli sono i bambini quando vengono esposti a lingue diverse, tanto più sono in grado di sviluppare una sensibilità verso il ritmo, la fonologia e l'intonazione della lingua. In questo modo saranno inoltre molto più capaci, in seguito, di comprendere la struttura della lingua.

Man mano che crescono, infatti, perdono parte della loro capacità di adattamento e imitazione. Esistono prove del fatto che, pur essendo più lenti ad acquisire una seconda lingua rispetto agli adolescenti o agli adulti, i bambini tendono a raggiungere livelli più elevati di competenza a lungo termine. Anche la durata di esposizione alla lingua ha solitamente un effetto positivo. L'insegnamento di una lingua ha come primo obiettivo quello di aiutare i bambini a rendersi conto che esistono lingue diverse dalla propria, suscitando il loro interesse e la loro curiosità nello scoprire analogie e differenze tra le varie lingue e facendo sì che possano familiarizzarsi con suoni e intonazioni diversi. È importante quindi che non siano sottoposti a pressioni e possano sempre esprimersi nella lingua con cui si sentono maggiormente a loro agio.

Iniziare presto significa anche che l'apprendimento può avvenire su un arco di tempo più lungo, il che può aiutare a conseguire risultati più duraturi sia nell'apprendimento delle lingue che in altri ambiti di apprendimento.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.