BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ L'inizio dell'anno smaschera l'ideologia dei sindacati

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Ma proprio su quest'ultimo elemento si appunta oggi la polemica dei sindacati, in modo a mio modo di vedere paradossale e strumentale. Paradossale, perché invece di essere soddisfatti a veder risanata una piaga storica del nostro sistema scolastico — il precariato — con l'immissione in ruolo definitiva di migliaia di lavoratori abituati a dipendere di anno in anno dalle graduatorie delle supplenze, i sindacati alzano la voce sulle modalità del sistema di assunzioni, che prevede la possibilità di essere assegnati anche a province lontane. In soldoni: meglio il sistema attuale — dicono, e fanno credere a tanti insegnanti — con le supplenze rinnovate di anno in anno, ma nella scuola sotto casa, piuttosto che un'assunzione a tempo indeterminato, che però potrebbe essere destinato altrove.

Paradossale, no? E insieme, mi sembra, strumentale: viene il sospetto che il problema vero non sia difendere gli interessi dei lavoratori, ma opporsi a una legge che introduce un elemento, la valutazione dei docenti, che da sempre i sindacati vedono come fumo negli occhi.

Detto questo, la scuola fra un paio di settimane riaprirà i battenti, e docenti e ragazzi si troveranno come sempre a guardarsi in faccia. Che cosa succederà? Per alcuni — lo dico con dolore, vorrei sbagliarmi ma le avvisaglie sono chiare — gli studenti saranno uno strumento, da mandare in piazza a protestare contro una legge che nemmeno conoscono, e che invece vien incontro ai i loro interessi.

Per molti altri invece la sfida che comincia nelle aule è un'altra. È quella che è stata riaffermata al Meeting di Rimini, è la sfida del riappropriarsi in termini educativi del proprio sapere in dialogo con altri docenti, disponibili ad imparare da tutti. Persone che dialogano in libertà ovunque.

Libertà che ha sì un aspetto istituzionale, ma soprattutto un aspetto personale. Tutto dipende, ancora una volta, dalle persone: dal desiderio di ciascuno di essere una presenza attiva e responsabile, di incontrare i colleghi, di rispondere al bisogno reale degli studenti, magari anche cercando di utilizzare le possibilità che la nuova legge offre. Capisco bene che in un contesto come quello che si profila non sarà facile.

Ma poiché è impensabile realizzare il compito educativo da soli, diventa sempre più necessario che gli insegnanti abbiano un luogo per sostenersi, per aiutarsi in un giudizio, per condividere strumenti e proposte collaborando con chiunque abbia a cuore l'educazione dei giovani.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
02/09/2015 - grazie (Gianni MEREGHETTI)

Grazie della sollecitazione a chiarire. La questione di sapere e conoscenza me l'ha suggerita tempo fa un Pensiero improvviso di Andrei Siniavskij: "...La quantità delle nostre nozioni e informazioni è enorme, ne siamo sovraccarichi, senza che esse cambino qualitativamente. In pochi giorni possiamo fare il giro del pianeta – prendere un aereo e viaggiare senza profitto spirituale, allargando soltanto il nostro raggio informativo. Confrontiamo adesso questi pretesi orizzonti con lo stile di vita dell'antico contadino, che non si spingeva mai al di là del suo praticello e camminava tutta una vita nelle tradizionali ciabatte, fatte a casa. Il suo orizzonte a noi pare ristretto; ma, in verità, com'era grande questa serrata compagine, concentrata in un solo villaggio. Perfino il monotono rituale del pasto... faceva parte di una cerchia di nozioni dal significato universale. Osservando il digiuno e le feste, l'uomo viveva secondo il calendario di una storia comune che cominciava da Adamo e finiva col Giudizio Universale... Il contadino manteneva un legame permanente con l'immensa creazione del mondo, e spirava nelle profondità del pianeta, accanto ad Abramo. Invece noi, scorso il giornale, moriamo solitari sul nostro divano angusto e superfluo...Prima di impugnare il cucchiaio, il contadino cominciava col farsi il segno della croce e con questo solo gesto riflesso si legava alla terra e al cielo, al passato e al futuro". Io voglio solo proporre questa come sfida di quest'anno.

 
01/09/2015 - Sapere: conoscenza come frittata: omelette (Vincenzo Pascuzzi)

Scrive Gianni Meregetti: “trasformando la vecchia scuola del sapere in una nuova scuola della conoscenza”. Non riesco a capire – mea culpa, mea maxima culpa – il senso della frase e la differenza tra sapere e conoscenza, che – se c’è – è minima e sottile. Il Sabatini Coletti da a “sapere” il significato di “Conoscere qlco. per averlo appreso attraverso lo studio e l'applicazione intellettuale” o “Conoscere qlco. per averlo appreso con la pratica, per averlo sperimentato direttamente” e per ”conoscenza” indica “Apprendimento di nozioni, di consapevolezza” oppure “Padronanza di una materia”. Insomma – almeno per me – la stessa differenza che c’è tra frittata e omelette, asino e somaro, lapis e matita, autovettura e automobile, e altro ancora. Sarebbe utile che G.M., o altri con le idee chiare, spiegassero anche con esempi le differenze di terminologia che appaiono davvero sottilissime e pretestuose. La richiesta è seria, non scherzosa o sarcastica.

 
01/09/2015 - riforma (roberto castenetto)

Oggi primo collegio docenti. Dopo una relazione burocratica, nessun insegnante è intervenuto con osservazioni o proposte tranne il sottoscritto. La mia impressione è che il corpo docente sia molto demotivato e ignori quasi del tutto la questione in ballo. Comunque andiamo avanti, ma senza trionfalismi per favore.

 
01/09/2015 - E' ora di finirla... (Franco Labella)

All'ennesimo tentativo di mstificare uno poi perde la pazienza. Cominciamo dall'opzionale: non è la novità della cattiva scuola, esiste dai decreti Gelmini di riordino dei Licei e non ha prodotto una sola opzione (una) in alcuna scuola italiana. Sull'offerta formativa aggiuntiva si ipotizza l'utilizzazione dei docenti a prescindere dai percorsi formativi dei medesimi. E quindi i precari non ci stanno... non i isindacati ma i destinatari stessi del provvedimento. Ho udito con le mie orecchie ad un convegno (quindi non un incontro sindacale o della carboneria) l'ipotesi che ad esempio la c.d. educazione giuridica ed economica possa essere affidata ad un docente con una formazione universitaria non coerente. Questi sono i fatti e Giardina come altri (anche esponenti del PD o del governo) dovrebbero smetterla di propalare chiacchiere. Se si vuole discutere nel merito è ora di smetterla con i gufi e i sindacati frenatori. Non è tempo (non dovrebbe esssere) tempo di propaganda. E quindi un articolo che vorrebbe smascherare non si capisce cosa, maschera la realtà che si ricava dalla lettura dell'articolato e dalle intenzioni dichiarati dei decisori politici.

 
01/09/2015 - DA DOVE SI RICOMINCIA? (Gianni MEREGHETTI)

Grazie per il giudizio che ci butta positivamente nel nuovo anno scolastico. Io questa sfida la voglio prendere come tu suggerisci, gli studenti cui mi rivolgo non sono strumenti per una lotta nè per una trasmissione di idee giuste, sono la loro mossa di libertà e io voglio puntare su questa libertà come sulla cosa più importante che la scuola ha e a cui si può tenere solo trasformando la vecchia scuola del sapere in una nuova scuola della conoscenza. Questa è l'avventura di questo nuovo anno scolastico, che si sfondi il muro del sapere arrivando alla conoscenza, che quello che uno studente impara lo impara per sè. Questo a me interessa, il resto che pur si agita è fuffa e non dura.