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SCUOLA/ Che cosa serve per ricominciare?

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Dev'essersi chiesto anche lui come si fa a ricominciare,  dove si trova la forza che non sappiamo darci da soli per affrontare di nuovo il tempo e le cose. Così, dopo avere salutato al microfono i suoi insegnanti,  ha spento le luci dell'aula magna, ha fatto scivolare giù lo schermo e ha fatto partire il film The butterfly circus, un cortometraggio che qualcuno degli insegnanti aveva anche già visto forse, ma che non si sarebbe sognato di trovarsi davanti il primo giorno di scuola, nel primo e più indigesto dei collegi docenti dell'anno.

Nick Vujicic è Will, un uomo senza arti inferiori e superiori, un fenomeno da baraccone che viene presentato come uno che Dio stesso ha rigettato, e viene esposto insieme ad altri mostri come lui all'interno di una fiera di paese, probabilmente nel bel mezzo della depressione economica americana del '29. In quel paese arriva il circo del signor Mendez; Will rimane estasiato davanti alla forza dell'uomo più potente del mondo, alla sinuosità dell'uomo contorsionista, alla strabiliante capacità di equilibrio del più vecchio trapezista e al resto della troupe. Mendez lo guarda e lo sfida: come sono pieni di forza, di eleganza, di colore, come sono sbalorditivi gli dice. E Will risponde che non sono certo come lui. Mendez gli apre nel cuore una specie di ferita grande come una caverna invitandolo a pensare alla bellezza che viene dalle ceneri, affermando che lui ha un vantaggio nei loro confronti, perché per lui sarà più grande il trionfo, poiché più grande sarà la lotta. Tutti gli uomini e le donne del circo hanno alle spalle una storia complicata e difficile, il film le racconta velocissimamente e poi torna a Will che raccoglie la sfida di Mendez: non sarà più un fenomeno da baraccone, seguirà il circo, starà con quegli uomini e quelle donne che gli stanno vicino e che però vorrebbero che lui riuscisse a vedersi come Mendez lo vede, come loro lo vedono. E così accade: Will impara a camminare, a nuotare, a muoversi, s'inventa un numero di abilità e coraggio assoluto per lo spettacolo del circo, viene applaudito per la sua capacità, non più guardato con compassione e orrore, con timore e curiosità come accadeva prima. Molti passaggi del film meriterebbero di essere ripresi per la loro forza narrativa e simbolica, ma dobbiamo tornare al collegio, a quegli insegnanti, a quel preside.

Il mio collega mi racconta che in venti minuti di proiezione potevi allungare la mano e toccare l'anima di tutti quegli insegnanti, sentire che lì stava accadendo qualcosa. Al termine del film il preside ha riacceso la luce e ha detto poche parole prima di cominciare a snocciolare argomenti e problemi all'ordine del giorno.  



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COMMENTI
14/09/2015 - ...se "non ci sei" resto con i pensieri miei...!!! (Luigi Maranzana)

Rimescolando le approfondite sollecitazioni che il Meeting di Rimini ci ha lasciato, tento di unirmi alle riflessioni dell'articolo e subito mi sovviene, dopo anni di dirigenza scolastica, il primo collegio docenti dove la preoccupazione mia era non quella del collega di immergere in situazione con il film così ricco di stimolazioni, ma di proporre una riflessione sul ruolo dell'Istituto in un contesto ampio fatto di tante problematiche che forse andavano a sbriciolare le formalità d'inizio anno! E' vero la scuola ha bisogno prima di tutto di docenti "risvegliati nel proprio Io" per essere pronti a risvegliare, per saper comprendere che, al di là delle discipline, dell'impianto del POF, della programmazione, ecc. pensino sempre di più ad "animare l'Io dei loro allievi a partire dagli allievi stessi. Abbiamo bisogno, o meglio, la Scuola, la Società hanno bisogno di un'"alleanza strategica tra l'IO e il TU perché, altrimenti, tutti rimaniamo con i nostri pensieri e ogni anno scolastico che inizia è una routine che stancamente inizia e stancamente finisce! Forse anche il mondo della scuola, problematiche di lavoro a parte,avrebbe bisogno della lezione di Abramo per sentire il peso di quella mancanza di cui si riempie il cuore quando non riesce a pensare prima di tutto che, a Scuola siamo tutti Io e Tu o meglio NOI.