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SCUOLA/ Clil, le omissioni del Miur si "decidono" alla macchinetta del caffè

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Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini (Infophoto)

Ad inizio agosto il Miur ha presentato la ripartizione del fondo di 1.800.000 euro destinati ai 218 corsi di formazione linguistica per circa 6.500 docenti che, se statali e di ruolo (la Buona Scuola su queste distinzioni non è affatto "buona"), si vogliano cimentare nel Clil nei quinti anni dei licei e degli istituti tecnici e, nei linguistici, dalla terza alla quinta. Sono previsti corsi standard di livelli da B1 a B2+ (sulla carta, poi entrano in ballo i docenti nelle varie regioni con le reali competenze) e tutte le lingue, ed anche moduli brevi. Nulla di nuovo, nemmeno nella ripartizione dei fondi, dove la fanno da padrone Lombardia, tallonata da Campania e Sicilia (ennesima riprova, se mai ce ne fosse bisogno, di dove stiano di casa il maggior numero dei docenti); fanalino di coda il Molise, Valle D'Aosta e Trentino Alto Adige assenti perché (come per il piano di assunzione straordinario ancora da terminarsi) del tutto e splendidamente autonome. 

In attesa di ulteriori comunicazioni da parte degli Usr regionali, previste per settembre, sarebbe interessante poter dialogare con gli Usr proponendo un piccolo incrocio di dati fra alcune risultanze degli esami di Stato 2014/15 e i criteri sopra esposti per l'individuazione dei candidati ammissibili ai corsi linguistici. Sarebbe interessante poter accedere alla mappatura che il Miur non avrà certo trascurato di fare relativa al Clil, ad esempio quante e quali materie Clil sono state verificate in sede di terza prova o di colloquio, sempre da parte dei membri interni, perché tale era l'indicazione data per l'esame di Stato appena concluso, oppure il numero delle domande previsti in terza prova o nel colloquio orale nella disciplina Clil. Ai fini della formazione sarebbe ancora più interessante, tuttavia, aver mappato le competenze linguistiche dei docenti interni impegnati nell'esame di Stato 2015/16 e che abbiano fatto Clil, o con percorsi autonomi più compiuti pur se brevi (di solito legati a competenze linguistiche e metodologiche del docente più o meno certificate, ma sufficientemente reali da permettere allo stesso di costruire un percorso), o in collaborazione con il docente di lingue in un progetto a carattere multidisciplinare legato all'assenza delle suddette competenze e alla necessità di approntare "un modulo  per il Clil". Ovviamente nella mappatura si dovrebbero comprendere anche alcuni "reietti", quali i docenti supplenti e quelli delle scuole paritarie, a tutti gli effetti membri interni, come sempre, delle commissioni negli esami di Stato. Magari si potrebbe anche includere la rilevazione di quali e quanti moduli Clil siano stati fatti (dai documenti dei consigli di classe sono tutti rilevabili), giusto per capire quanto Clil sia stato fatto nelle classi quinte.



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