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SCUOLA/ Dalla Francia: cosa fare quando tolleranza e "laicità" non interessano più agli studenti?

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Dall'umano. I docenti non potranno essere all'altezza di quegli sguardi pieni di attesa che, ancora una volta, si sono trovati davanti, se non con una presenza totale e integrale, una presenza che non si nasconde dietro un'ideologia o degli schemi dialettici prestabiliti, ma si dona e cerca di incontrare davvero, di suscitare l'interesse di coloro che si trova davanti. Essi non potranno convincere chi li ascolta della pertinenza della loro disciplina che scoprendo essi stessi in che cosa essa risponde realmente alla domanda di senso che oggi si pone in modo così impellente. Non potranno contribuire a formare gli adulti responsabili di domani, capaci di utilizzare pienamente la loro ragione e il loro cuore, se non vivendo intensamente la realtà, senza mai rinunciare alla loro esigenza di significato totale, di verità e di relazione.

Una sfida impressionante, ma appassionante e degna dell'uomo. Incipit vita nova.



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COMMENTI
16/09/2015 - I Renzi e gli Hollande... (Franco Labella)

I confronti tra sistemi scolastici europei sono sempre positivi perchè permettono di allargare gli orizzonti di conoscenza. Ho letto con molta attenzione, perciò, l'articolo della collega francese Rey. Anche perché, con il nostro notorio provincialismo anche culturale, la Francia viene presa a modello soprattutto per la settimana corta. Ed è un dente che duole per motivi assai personali... La cosa sconvolgente è, però, scoprire che c'è un dato comune ai decisori politici italiani e d'Oltralpe: le riforme fatte non "insieme a" ma contro i docenti. A meno di non credere lombrosianamente che i docenti di tutto il mondo nascono e muoiono conservatori forse qualche interrogativo Renzi ed Hollande dovrebbero porselo... Sarebbe una nuova forma di internazionalismo:-))))