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SCUOLA/ Il latino aspetta nuovi giovani poco "corretti"

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In un mio articolo comparso su una rivista specializzata della scuola media, apparso a settembre 2015, Dal passato un ritorno? Il latino nella scuola media ripercorro la storia dell'insegnamento della lingua latina e del relativo dibattito nelle riforme scolastiche fino al suo revival negli ultimi anni, non più come materia curricolare ma come corsi opzionali attivati su richiesta delle stesse famiglie nel corso della terza media. Il latino, dunque, è percepito come sempre più attuale, non perché gli studenti debbano conversare in latino oppure twittare in latino (cos'è più stereotipo per "attualizzare" una lingua morta se non rianimarla con un codice anacronistico come quello comunicativo-orale oppure come un medium tecnologicamente avanzato?), ma perché è anche (ma non solo) un modo di ragionare e riflettere sulla grammatica cristalizzata dallo studium di migliaia di persone durante il corso dei secoli e secoli.

Certo, molti studenti rimandati a settembre hanno dovuto studiare la lingua morta (per tacere del greco antico) durante quest'estate infuocata per saldare il debito contratto non solo con la propria coscienza, ma anche con la propria conoscenza della disciplina: ci sarà stato poco studium!

A noi docenti raccomando di agire didatticamente nello spirito di quel che scriveva il precettore umanista Guarini, nel testo La didattica del greco e del latino del 1459: "Quo circa ea in re Alexandri Magni exemplum imitabuntur qui non minus se Aristoteli praeceptori quam Philippo patri debere praedicabat, propterea quod ab hoc esse tantum, ab illo et bene esse accepisset" (E pertanto in questo ambito i giovani imiteranno l'esempio di Alessandro Magno, che più volte ripeteva di essere debitore verso il suo insegnante Aristotele non meno che verso il padre Filippo, poiché da quest'ultimo aveva ricevuto solo la vita, dal primo invece aveva imparato la virtù).

Non è forse questo un insegnamento classico perché eterno, che ogni docente di greco e latino dovrebbe tenere a mente, anzi no, nel cuore? A tutti dunque un in bocca al lupo. 



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