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SCUOLA/ Graduatorie e "supplentite", tutto quello che il Miur non ha detto

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Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione (Infophoto)  Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione (Infophoto)

Con il piano straordinario di assunzioni, il governo ed il ministero dell'Istruzione stanno facendo esattamente ciò che consigliava il trentunesimo presidente americano, Herbert Hoover: se non riesci a convincerli, confondili.

Bisogna ammettere che ci stanno riuscendo benissimo, soprattutto perché hanno adottato l'efficace strategia di comunicazione di dare subito un sacco di numeri e di cifre, che sono serviti soprattutto a far passare per assurda l'accusa di deportazione e a far avvalorare la tesi che se i posti vacanti sono al nord e gli insegnanti precari sono al sud, non si possono spostare gli studenti per non far migrare gli insegnanti.

In questo gioco delle parti, se non proprio correttezza, si potrebbe cercare di avere un po' di chiarezza da entrambi gli schieramenti.

In particolare, gli insegnanti ed i loro sindacati dovrebbero precisare che i trasferimenti di docenti, prevalentemente da sud a nord, ci sono stati periodicamente con l'aggiornamento delle graduatorie provinciali. Molti insegnanti precari hanno sempre cercato di spostarsi in quelle graduatorie provinciali che avrebbero garantito loro più possibilità di essere destinatari di incarichi. Sarebbe stato più utile dire all'opinione pubblica quali sono i veri motivi di opposizione al piano straordinario di assunzione, anziché lasciar passare il messaggio che gli insegnanti protestano ingiustamente per non spostarsi da casa loro e nonostante il governo ne stia assumendo più di 100mila. Con questa premessa, è stato poi facile far passare anche il secondo messaggio sul disallineamento tra cattedre vacanti al nord ed esuberi di insegnanti precari al sud.

A sua volta, il ministero dell'Istruzione avrebbe dovuto essere più chiaro sulle diverse fasi del piano di assunzioni e dovrebbe essere più trasparente sui dati forniti, senza cercare di stressarli per dimostrare il successo politico del piano straordinario e il corrispettivo insuccesso dei suoi oppositori. In particolare, occorrerebbe mettere in fila i numeri in ordine logico e coerente per verificare se gli obiettivi perseguiti di svuotamento delle graduatorie a esaurimento (Gae) e di eliminazione della "supplentite" siano stati raggiunti.

Nell'attesa che il ministero risponda, proviamoci con la speranza di poter essere corretti o smentiti.

Il piano straordinario di immissioni in ruolo prevede 102mila assunzioni di cui 47.476 per coprire le cattedre disponibili e vacanti, ossia quelle cattedre che storicamente sono state coperte con supplenze fino al termine delle lezioni o per l'intero anno scolastico, per le quali erano stati approvati i piani assunzionali triennali della Gelmini e della Carrozza. Solo gli altri 55mila rappresentano la quota di insegnanti aggiuntivi, definita "posti per il potenziamento dell’offerta formativa", costituita da insegnanti che non avranno una cattedra assegnata e che svolgeranno le supplenze fino a dieci giorni, lo sviluppo di iniziative di offerta formativa aggiuntiva e delle attività progettuali, l’organizzazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro ed il supporto al dirigente scolastico.



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