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SCUOLA/ Non c'è "inizio" senza domanda di giustizia

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Gustavo Zagrebelsky (Infophoto)  Gustavo Zagrebelsky (Infophoto)

E dall'io al noi, dal dominio dell'individuale a quello del sociale e del politico, il passo è brevissimo e diretto. Nel contesto della globalizzazione multiculturale il filosofo americano John Rawls riapre il problema: "Come è possibile che possa esistere nel tempo una società stabile e giusta di cittadini liberi e uguali profondamente divisi da dottrine religiose filosofiche e morali diverse?" (Liberalismo politico, 1993).

Il problema della giustizia è sia teorico che pratico, e attraversa tutte le età e tutti i luoghi dell'umano, innervandone ogni aspetto. Ecco che il problema del senso si presenta sempre come un problema di giustizia sperimentata e vissuta – giustizia relazionale, economica, politica, ecologica, etc. Ecco che il sentimento di ripulsa o di disagio può trasformarsi nella volontà di agire, di cambiare in meglio le cose perché diventino finalmente quel che devono essere, ovvero giuste. Che l'ordine sia ricostituito, che la rottura si ripari, che la ferita si risani, che il ciclo riprenda, che l'errore sia corretto e perdonato. Che a ciascuno sia permesso di conseguire ciò ritiene proprio secondo il suo bisogno, il suo desiderio, il suo ideale. La stessa altalena dei diritti e dei doveri, quale che sia la nostra ideologia, ha come perno l'esigenza umana della giustizia, punto di appoggio di tutti gli altri valori.

A questo proposito le Romanae Disputationes 2015/16 (RD), giunte alla terza edizione, dopo la ragione e la libertà, pongono a tutti coloro che tornano a scuola proprio il problema di cosa sia "la" giustizia, nella sua interezza e senza ridimensionamenti. Gli studenti e i docenti saranno chiamati a lavorare e riflettere sulla propria esperienza per individuare e comprendere le radici, le condizioni e le espressioni di ciò che chiamiamo "giustizia". Il confronto con la tradizione e l'attualità filosofica, storica e politica circa il problema della giustizia sarà arricchito da nove video-lezioni realizzate appositamente da accademici e filosofi quali Enrico Berti, Joseph Weiler, Wael Farouq, Francesco Botturi, Giacomo Samek Lodovici, Simona Beretta, Riccardo Redaelli, Paolo Monti, Luciano Eusebi e Adelino Cattani.

Il lavoro dei team di studenti sarà inaugurato dalla lectio magistralis del prof. Gustavo Zagrebelsky sul tema "Le radici della giustizia" il prossimo giovedì 29 ottobre presso l'Aula magna dell'Università Cattolica di Milano. Alla due giorni finale del 18/19 marzo 2016 a Roma, docenti e studenti ascolteranno e dialogheranno con Marta Cartabia, vicepresidente della Corte costituzionale, con Pietro Toffoletto, insegnante e musicista, e con Sebastiano Maffettone, docente di filosofia politica alla Luiss di Roma. 

Iniziare l'anno così, proponendo in modo chiaro e nitido il problema della giustizia, è un'occasione stimolante per "giustificare" la scuola, per renderla ciò che dovrebbe essere: un luogo in cui praticare il bisogno di senso che ci troviamo addosso e poterlo mettere nuovamente in moto, dentro e fuori le ore di filosofia.



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