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SCUOLA/ Quella "Buona" è un cantiere sempre aperto

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È qui che emerge un clamoroso scarto tra la proposta e l'attuale situazione del sistema educativo: si ritiene che il "mestiere della scuola" sia modificabile con strumenti che pensano alla scuola come ad una struttura economica, non come una comunità. Si nota un'eccessiva fiducia nei sistemi tecnici, piuttosto che sulle forze vitali della scuola. Il legislatore attuale sembra ripetere gli errori dei suoi predecessori: credere al potere evocativo della norma giuridica, mentre l'efficacia della legge dipende decisamente dall'ethos diffuso tra coloro cui si rivolge. 

Gli insegnanti si trovano in una condizione di estremo disagio per la delusione circa i frutti del proprio lavoro e perché non vedono riconosciuti i propri sforzi; non basta prescrivere un metodo di lavoro nuovo, servono una reputazione ed un ethos capaci di restituire agli insegnanti non solo la funzionalità, ma anche la dignità e la soddisfazione del loro lavoro. Va conquistato nuovamente il senso dell'onore proprio di chi si dedica all'umanità dei ragazzi. C'è un deficit di "incantamento" che contribuisca a rendere avvincente l'opera educativa.

Le buone pratiche si dissolvono perché non sono espressione della normalità quotidiana del fare scuola, ma risultano frenate dal loro carattere straordinario. Questa ennesima riforma rischia l'ininfluenza se le scuole rispondono realizzando diligentemente il proprio "compitino" burocratico organizzativo o se si disperde in una frammentazione di interventi che non farebbero altro che aumentare l'attuale disordine. 

La "buona scuola" non può che essere un'autoriforma, l'esito di una mobilitazione educativa delle stesse scuole, sulla base di un'alleanza di ampio respiro, e non solo di fragili reti, unendo le forze per consentire un incontro vivo dei giovani con la ricchezza della tradizione; affinché, tramite curricoli essenziali e "gustosi" legati a compiti di realtà significativi ed utili, essi possano inserirsi positivamente nel reale, imparando il lavoro della cultura e accrescendo l'amore per la vita.  

Servono alleanze stabili tra scuole, associazioni ed enti che si assumano responsabilmente le mete indicate dalla riforma; che, in accordo con il Miur, siano liberate dagli inutili pesi della vecchia e nuova burocrazia e protette dall'invasione funesta dei temi alla moda e si concentrino su ciò che ha valore stabile; che infine con l'aiuto di una formazione in accompagnamento "somigliante", crescendo insieme, formulino passo passo un curricolo "di terra e di cielo", ricco di un'epica della quotidianità. 


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Dettagli e programma del convegno su www.diesselombardia.it. 



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