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SCUOLA/ Profughi in Germania, la storia fa saltare gli schemi dei prof

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La Germania, da parte sua, si trova a dovere gestire un compito alto e impegnativo. Insieme all'Austria ha rinunciato al fatidico "cuius regio eius religio" (tradotto: la religione segue la politica), sul quale principio l'Europa si è spaccata nell'epoca moderna e dal quale per certi versi è ancora fortemente attratta. Nei frangenti attuali sembra non essere stata immemore di quanto le è accaduto nel Novecento. Ha vissuto come un incubo per decenni, dopo la seconda guerra mondiale, la sua acquiescenza al totalitarismo nazista, ma ne ha discusso, ne ha dibattuto nelle scuole e nelle università. Ricordiamo la polemica Nolte-Habermas sul passato che non vuole passare. Poi è stata protagonista, all'epoca di Kohl, del fenomeno della riunificazione tra Est e Ovest che, di fatto, ha rilanciato l'Europa su basi di convivenza, di non esclusione. 

Ora, si potrà dire che la Germania accogliendo la classe media siriana che scappa dall'Isis fa i propri interessi, dato che ha bisogno di occupare gente motivata nelle province orientali. Si potrà dire che sui profughi africani non è altrettanto aperta, come molta altra parte dell'Europa. Diciamolo. Resta il fatto che anche la politica è fatta di gesti che portano una cultura. In questo caso, si è aperta una finestra sulle prospettive future del nostro modo di essere europei, ma soprattutto uomini, che nessuno scetticismo potrà richiudere.



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COMMENTI
07/09/2015 - Il Vangelo (Luca 11,46) i buonisti e gli immigrati (Carlo Cerofolini)

A proposito dell’immigrazione clandestina, chissà perché quando sento Renzi e i tanti “progressisti”, buonisti, accoglientisti e terzomondisti parlare di solidarietà, buon cuore e di protezione umanitaria – ovviamente tutto e solo a spese e sulle spalle altrui, specie su quelle dei meno abbienti – mi viene in mente quanto si legge nel Vangelo (Luca 11,46): «Guai a voi, dottori della legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito». Già, chissà perché.

 
07/09/2015 - Grazie (Roberto Graziotto)

Grazie per l'articolo che contiene un giudizio equilibrato sulla Germania, che invece nei social media viene trattata con un forte complesso antitedesco, che non permette uno sguardo sereno ed oggettivo del grande lavoro di integrazione europea che stanno svolgendo Angela Merkel e la Germania in generale.