BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Delitto Marta Russo, e se fossero gli studenti a "salvare" Scattone?

Pubblicazione:

Giovanni Scattone (Infophoto)  Giovanni Scattone (Infophoto)

Ricordate Marta Russo? Bella, bionda, docile. Stramazza a terra in un fiorito inizio di maggio, tanti anni fa, per un colpo sparato, non si sa da chi, non si sa da dove, ma soprattutto perché, dall'alto, mentre passeggiava nei viali della sua università, la più grande d'Europa, che ha un nome da programma ideale, Sapienza. Marta è caduta senza un gemito, senza clamore intorno a lei, perché non te l'immagini che una tua compagna di studi possa venire ammazzata da una pallottola vagante, in un luogo protetto, un luogo di giovani, bramosi di cultura e di studio. Non lo sapevi che c'era la morte, quel giorno che ti aspettava. E poiché non crediamo al fato maligno, che si accoccola sulla spalla come un avvoltoio vorace, ma alla responsabilità degli uomini, e al destino disegnato da un Padre, sul secondo non abbiamo dubbi: Marta ha compiuto la sua vita, la strada è preparata per lei, e Dio sa se è comprensibile il perché sia stata così breve, ma Lui lo saprà bene, e lo capiremo, un giorno. 

Quanto alle responsabilità, ci si deve affidare a due gradi di giudizio e alla Cassazione, che è il terzo: checché ne dicano gli imputati coinvolti nella tragedia, che si sono sempre dichiarati innocenti, si è trattato di un delitto. Non voluto, si spera, perché sarebbe troppo malvagio, e nessuno ha scoperto i motivi, e ci fidiamo, per forza, più che per amore, delle indagini svolte. Ma sempre di delitto si è trattato, e una ragazza è morta. Omicidio colposo, e il giovane assistente di filosofia del diritto, Giovanni Scattone, ha scontato la sua pena. Cinque anni e quattro mesi di reclusione, insieme al collega Salvatore Ferraro. Delitto perfetto, che era il cuore dei loro seminari e l'interesse dei loro discorsi, o colpevole imprudenza nel maneggiare le armi? O accanimento mediatico, linciaggio, ricerca di un capro espiatorio — hanno sempre sostenuto gli imputati.

Scontata la pena, con un seguito ai servizi sociali, si ricomincia a vivere, com'è giusto, come ci diciamo sempre, con le chiacchiere sulla pena che dev'essere riabilitativa eccetera.  E si va in cerca di un lavoro per mantenersi all'onor del mondo, com'è naturale... Scattone torna a insegnare, non più all'università, almeno quello, ma in un liceo, guarda caso quello stesso in cui aveva studiato la giovane uccisa, Marta Russo. Ora, grazie alla Buona Scuola renziana, l'ex ragazzo Scattone ha fatto il concorso a cattedra, e l'ha vinta, classificandosi anche benino, confermando la sua riconosciuta intelligenza. Udite udite, insegnerà psicologia all'Istituto professionale Luigi Einaudi, sempre a Roma. 



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
09/09/2015 - Scattone e gli studenti (Maria Elena Petrazzini)

Riguardo i dubbi sul fatto che Scattone (dopo aver scontato la pena per il delitto commesso) torni a insegnare a studenti, quindi ragazzi grandi, mi faccio meno problemi proprio perché sono ragazzi grandi. Mi pongo più problemi sul rischio di affidare un neonato ai genitori (i due dell'aggressione dell'acido), che non solo non hanno ancora scontato la pena, ma che si troverebbero a interagire con un piccolino incapace di difendersi.