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SCUOLA/ Ripensare le discipline nell'era digitale (senza generare mostri)

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Scuola digitale? (Infophoto)  Scuola digitale? (Infophoto)

Io non ho visto questo. Si può leggere di più, più autori, più testi. E la competenza grammaticale è ancora richiesta, per capire che cosa il computer ti restituisce come informazioni. La stessa fatica che si faceva per persuadere gli studenti a imparare a memoria le tabelle, o a non fermarsi al primo significato in grassetto sul vocabolario, viene spesa ora a fargli fare la fatica di capire quella pagina che si apre in un browser con l'analisi di una parola inserita. 

Storia. Indubbi vantaggi sulla storia contemporanea: la quantità di documenti, dai giornali a video originali, offrono possibilità bellissime per approfondire la conoscenza storica. Ma anche street view di Google, o splendidi siti con banche dati di archeologia, arte e via dicendo. Il web dà la possibilità di vedere cose che gli storici dovevano raccontare, disegnare o far immaginare. Ho seguito un corso di storia greca lo scorso semestre. Il professore, assiduo frequentatore della Grecia, aveva preparato le slides delle sue presentazioni con fotografie fatte da lui stesso nei vari luoghi della storia che spiegava. Il web e gli strumenti digitali arricchiscono il lavoro dello storico. Offrono più possibilità di ricostruire cosa sia successo nel passato. E interpretarlo. Mi sembra un vantaggio rispetto al passato. 

Insomma, la tecnologia arricchisce quando è usata in linea con la natura della materia. Altrimenti genera mostri. Le mie osservazioni vogliono essere spunti di riflessione, aperti a correzioni, critiche e conferme. Il desiderio è che il problema della tecnologia a scuola possa non essere trattato semplicemente come una minaccia da neutralizzare, magari salvando la faccia, ma che possa essere un'altra prova che spinga gli insegnanti a riguardare al loro lavoro per la natura che ha. L'esperienza in classe, in questi anni americani, mi ha confortato, perché è possibile educare, sempre e in qualunque contesto, fintanto che ci sarà un uomo di fronte ad un altro uomo. 

(5 - fine)

Articoli precedenti:

4. SCUOLA/ La battaglia con Wikipedia è persa in partenza (e dà ragione a Giovenale)

3. SCUOLA/ Dante e Melville? Un hamburger da "flippare"

2. SCUOLA/ Business e testa fra le nuvole: così funziona dove è (davvero) digitale

1. SCUOLA/ Prima di "fare gli americani" pensiamoci bene



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