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SCUOLA/ Chi è lo psicologo che serve davvero agli studenti?

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L'equivoco che riguarda le professioni d'aiuto risiede in una caratteristica psicologica tipica del carattere ossessivo, ovvero l'onnipotenza (presunta) che immagina di poter curare un soggetto a prescindere dalla sua consapevolezza e dal suo desiderio. In altre parole l'illusione che si possa curare un soggetto, titolare di libertà, a titolo di oggetto: cosa da riparare. Non a caso Freud inscrive la cura psicologica da lui stesso inventata nelle attività impossibili, assieme all'insegnare e al governare. Troppo pessimista? A giudicare dal numero di persone che vengono segnalate al consulente di turno, come "bisognose" di cure psicologiche, ma che non hanno la benché minima progettualità in proposito, non si direbbe.

Che ci fa allora uno psicoanalista a scuola, magari in veste di consulente per gli insegnanti? Se lo è chiesto Alfeo Foletto nel libro A scuola con soddisfazione (Itaca) un evergreen della letteratura di settore, rispondendo con sicurezza che se ci va è per "tenere viva la fiamma" della soddisfazione nei suoi protagonisti, che sono insegnanti e studenti. A differenza della convinzione di molti la competenza psicologica non risiede nella conoscenza delle patologie, se non per evitarne il contagio a titolo individuale e fornire a altri un'occasione di "riscatto" (giubilo?). Ma nella competenza a trovare soddisfazione in ciò che si fa nel quotidiano, a costo di cambiare: la spaventosa avventura che è propria di ogni autentica terapia.

Di questo a scuola e altrove ci sarà sempre bisogno, a patto che i soggetti protagonisti – come tanti Re Lear — non abdichino al proprio ruolo e preferiscano mandare in campo le seconde file: spin doctors, consulenti e specialisti d'ogni sorta.

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COMMENTI
23/01/2016 - Professione non per tutti (Gabriella Villa)

Professione difficile quella del docente, non paragonabile a nessun’altra e che richiede la capacità di stare dentro situazioni, a volte, di estrema tensione e difficoltà. Professione che davvero può toccare l’animo umano e, per una vita in crescita, fare la differenza. Ma solo se c’è consapevolezza.

 
22/01/2016 - l'insegnante e lo psicologo (Laura Menegola)

Grazie, assolutamente interessante. Lo manderò ai colleghi che talvolta pensano sia possibile demandare a un competente la semplice attenzione per un disagio e che agli insegnanti competa solo trattare lo studente come oggetto che ripara un altro e che non va guardato se non in quanto materia da interrogare.