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SCUOLA/ Accademie e Conservatori, Renzi è "atteso" in biblioteca

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Non basta infatti trovarsi a svolgere le funzioni di bibliotecario per pensare di esserlo. Scrive Ranganathan, il grande bibliotecario indiano, che un asse di legno con un libro da un lato e un bibliotecario dall'altro sono già una biblioteca perfetta. È la vitalità, quindi, a fare la differenza, vitalità che solo la professionalità di un bibliotecario può apportare. Purtroppo, però, molte biblioteche ne sono prive. Hanno personale, ma non hanno bibliotecari.

Eppure, non credo ci siano dubbi nel ritenere che il compito primario di una biblioteca, soprattutto universitaria, sia quello di mettere in contatto il maggior numero di lettori con il maggior numero di libri. Ma come è possibile tutelare e valorizzare quest'eccezionale patrimonio e scongiurare al contempo le considerazioni apocalittiche sul mondo delle biblioteche, in particolare italiane, ormai sull'orlo della paralisi per la mancanza di personale, di mezzi tecnici e di risorse economiche, se al momento nessuno di quei pochi bibliotecari in servizio presso le biblioteche delle accademie e dei conservatori ha un contratto a tempo indeterminato? Dopo aver superato un concorso nazionale per titoli ed esami, più di tre anni fa, continuiamo ad essere precari e, perché al peggio non c'è mai limite, qualcuno è addirittura con contratto di lavoro di tipo interinale. 

Oggi il libro, purtroppo, non costituisce più l'elemento centrale della cultura contemporanea e si comprano e soprattutto si leggono sempre meno libri. A coloro che ritengono inutili questi ragionamenti, perché ormai pensano "tanto, c'è internet", rispondo che i libri hanno ancora una loro necessità e rimarranno indispensabili per sempre perché ad essi è affidato il compito di tramandare la cultura. Tutto questo deve essere non solo tutelato, ma anche valorizzato e una biblioteca senza bibliotecario è solo un locale dove vengono conservati, spesso alla meno peggio, dei libri. Un bibliotecario non riconosciuto e non trattato come tale finisce per vedere, suo malgrado, tradita la sua missione: prendersi cura del patrimonio e degli utenti della biblioteca, soddisfare il bisogno d'informazione della società, ottenere il consenso dell'utenza, stabilire un dialogo e una fattiva collaborazione con studenti, docenti, ricercatori, studiosi, con l'intera comunità locale.

Un'ultima considerazione. In molte accademie e conservatori le figure di direttore di ragioneria e di biblioteca sono ricoperte dalla stessa persona. Si tratta certamente di un errore materiale nella stesura del Ccnl. I requisiti, i titoli di studio e professionali, nonché le prove d'esame delle due figure non possono, e non devono, in alcun modo essere le stesse. Valga un esempio su tutti. La Biblioteca dei Girolamini di Napoli è tristemente nota ai più per lo scandalo che l'ha vista protagonista qualche anno fa. L'ex direttore Massimo Marino De Caro, condannato in via definitiva per i molteplici furti di libri antichi a danno di quella biblioteca, risultava evidentemente già inidoneo a ricoprire la suddetta carica. Non era laureato, non era docente di materie biblioteconomiche né aveva mai compiuto studi in quest'ambito disciplinare. In breve, non aveva né i titoli scientifici necessari né la minima competenza professionale per fregiarsi del titolo di direttore di biblioteca. 

Speriamo, quindi, che errori come questi non si ripetano più in futuro. E soprattutto speriamo che col nuovo anno il governo di questo Paese comprenda il valore e l'importanza delle sue istituzioni d'alta cultura, tra cui ci sono, fiore all'occhiello, le istituzioni Afam, decidendo finalmente di investire risorse in esse. Anche perché se è vero che è umano errare, perseverare autem diabolicum



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COMMENTI
25/01/2016 - E nelle scuole non va meglio... (Franco Labella)

Quella descritta per le accademie è una situazione che vale pari pari anche per le scuole superiori. L'ultimo intervento organico sulle biblioteche data a più di dieci anni fa e oggi ci si trastulla con gli animatori digitali. Eppure da anni c'è una struttura organizzata (il CONBS) che chiede vanamente di formare docenti bibliotecari anche utilizzando docenti inidonei. E il ministero ogni tanto spende un po' di soldi (è successo, ad esempi, a suo tempo con i primi progetti legati alle nuove tecnologie come i FORTIC) e ciancia di nuove figure professionali, salvo fare non marcia indietro ma manco mezza marcia avanti. Ora è il turno dei g.o. da villaggio scolastico.... E la vicenda dei Girolomini è stata emblematica di una logica di disarticolazione e saccheggio che, ahimè, è molto prossima ad alcune posizioni anche di chi dirige le scuole. Mi occupo da anni, avendo conseguito a suo tempo un diploma di perfezionamento postuniversitario come bibliotecario, di biblioteche scolastiche e non è stato infrequente ascoltare proposte del tipo "Ma buttiamone un po' di libri...." oppure "ma mica possiamo spendere soldi per informatizzare una biblioteca, con tutte le cose che ci sono da fare..."