BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Rouhani e le statue coperte? Un ottimo spunto per la prima prova 2016

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Hassan Rouhani, presidente dell'Iran (Infophoto)  Hassan Rouhani, presidente dell'Iran (Infophoto)

Suggeriamo a chi dovrà affrontare il prossimo esame di maturità di esercitarsi con una simulazione di saggio breve, ambito storico-politico, concepita nel modo seguente. Titolo: "Il mistero delle statue inscatolate". Documenti forniti agli studenti.

1) Dalla legge 107/2015:

La Buona Scuola intende potenziare, tra le altre cose, "le competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell'arte e nella storia dell'arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, anche mediante il coinvolgimento dei musei e degli altri istituti pubblici e privati operanti in tali settori".

2) La collezione sepolta del Museo di Arte contemporanea di Teheran (da Il Sole 24 Ore, 24 maggio 2015):

"Le centinaia di opere d'arte sono state collezionate negli anni Sessanta e Settanta. Erano gli anni in cui la Persia voleva esibire il suo spirito liberale e la sua apertura alle ultime tendenze artistiche occidentali… Una collezione "eretica" per la nuova classe politica islamica, un simbolo di una monarchia asservita politicamente e culturalmente all'Occidente, che aveva sperperato le ricchezze del paese per circondarsi di lusso. Bisognava quindi disfarsene. La dottrina sciita dell'Islam, al contrario di quella sunnita, è tollerante nei confronti della rappresentazione figurativa dell'essere umano, quindi lo sciita Khomeini e i suoi seguaci non ritennero necessario distruggere le opere. Solo il ritratto di Farah Diba eseguito da Andy Warhol fu distrutto durante la rivoluzione. Un nudo di Willem De Kooning fu venduto dalle autorità post-rivoluzionarie. Tutto il resto fu messo sotto chiave e la situazione non è cambiata, dopo 35 anni. Nel giardino del museo fanno ancora mostra di sé alcune sculture, come una "Sfera" di Arnaldo Pomodoro da poco restaurata in Italia. Ma le tele dei depositi solo occasionalmente e per brevi periodi sono esposte nel museo e raramente singole opere vengono prestate a musei all'estero. Lo "scandaloso" trittico di Francis Bacon "Two figures lying on a bed with attendants" è andato alla Tate Gallery nel 2003. Un Picasso, un de Kooning e un Max Ernst alle Scuderie del Quirinale di Roma, per una mostra sulla Metafisica nel 2004. Nel 2000, sotto la presidenza del riformatore Mohammad Khatami, non fece troppo scalpore l'esposizione al primo piano del museo dei quattro Mick Jagger di Andy Warhol. E nel 2005 l'allora direttore del museo, A.R. Sami Azar, riuscì ad esporre per alcune settimane ben 188 opere. Ma si era già passati agli anni oscuri del conservatore Mahmoud Ahmedinejad, appena insediatosi. E forse fu proprio quella mostra a costare il posto a Sami Azar. Tutti sono consapevoli, in Iran, del valore della collezione, che comprende un inestimabile "Brattata" di Roy Lichtenstein e una statua in bronzo di René Magritte, versione tridimensionale del famosissimo quadro metafisico "The Therapist". Il personale del museo custodisce gelosamente il tesoro dei sotterranei, il cui valore stimato supera i cinque miliardi di dollari… Teheran siede letteralmente su una miniera d'oro, visionabile solo eccezionalmente da pochi ospiti eccellenti. Ma per qualcuno è arrivata l'ora di aprire la cassaforte".



  PAG. SUCC. >