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SCUOLA/ Si possono cambiare otto insegnanti in 4 anni?

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Tutti questi dati sono ritornati prepotentemente nella mia testa l'ultimo giorno di scuola di mio figlio, prima delle vacanze natalizie. Il maestro di matematica, un supplente, aveva appena detto ai bambini che lasciava la classe per andare ad insegnare alle medie del comune vicino. Pianti dei piccoli, rabbia dei genitori. Il motivo? Dall'inizio dell'anno faceva il supplente dell'insegnante titolare, a casa in maternità. Terminata la maternità obbligatoria, la docente titolare ha fatto pervenire per diversi lunedì un certificato di malattia. Risultato, dopo un periodo di attesa di un'evoluzione positiva della faccenda, alla prima opportunità seria di ottenere una supplenza retribuita fino a fine anno, il maestro ha salutato tutti, molto dispiaciuto, e se ne è andato.

Io credo che tante cose possano essere fatte per riportare la scuola italiana ai livelli di eccellenza di un tempo, e i dati della ricerca di Deloitte sono abbastanza confortanti come base di partenza, ma in primis dobbiamo tornare a lavorare sulle regole. Cambiare il corpo docenti tutti gli anni è una follia (mio figlio ne ha cambiate otto in 4 anni!). E' giusto che ognuno faccia le proprie scelte di vita. Un po' meno che a pagarne le conseguenze siano gli studenti. Viviamo in un mondo in cui le imprese sono "ossessionate" dalla cura del cliente. Gli studenti sono i clienti della scuola. "Puntare sull'istruzione e sullo sviluppo della conoscenza — sottolinea Andrea Poggi, partner Deloitte, responsabile dello Strategy Consulting e Innovtion — è inoltre indispensabile per permettere a tutti di essere parte integrante e attiva della società, di comprenderne e rispettarne le sue regole di base e i valori morali che la caratterizzano". La ricerca di Deloitte identifica nell'innovazione uno dei cardini per la scuola di domani. Forse al di là delle strutture, delle tecnologie e dei metodi, dovremmo innovare anche i sistemi di tutela del nostro futuro: i nostri figli.



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COMMENTI
03/01/2016 - Amnesia o non conoscenza? (Franco Labella)

Non è obbligatorio conoscere la genesi dei fenomeni negativi su cui, però, poi si scrive un articolo ed è evidente che il manager che si cela sotto lo pseudonimo di "Lucia Romeo" ha cognizione solo di quello che riguarda il proprio limitato vissuto familiare. Detto questo, però, se uno volesse ricostruire da quando è cominciata la rottura della continuità didattica tanto deleteria non solo per il figlio di "Lucia" dovrebbe scrivere che tutto ebbe inizio da quando i tagli cominciarono ad essere l'unica cifra dichiarata e praticata nel mondo dell'istruzione. Perchè è decisamente fuorviante descrivere il continuo alternarsi di docenti (anche di sostegno) come il frutto delle decisioni personali dei docenti. "Lucia" ha contezza di altro? Per esempio della furbata di portare tutte le cattedre a 18 ore rinuciando a continuità e disponibilità di docenti interni per le supplenze? "Lucia" ha contezza di cattedre orario formate, in dispregio di norma e razionalità, anche con tre scuole lontanissime tra loro?Quindi sicuramente non è logico, come suggerisce il titolista cambiare otto insegnanti in 4 anni, ma è altrettanto logico, ad esempio, pensare all'organico funzionale. Che non è la barzelletta prevista dalla "Buona scuola". Aspettiamo il prossimo articolo di "Lucia" con ansia. Magari succede che le verrà voglia di saperne di più sulla scuola di suo figlio. E di quella dei nipoti....