BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ In Trentino i presidi sono valutati, perché nel resto d'Italia no?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Questo succintamente il sistema di valutazione dei dirigenti scolastici trentini. Se e come lo stesso contribuisce ad ottenere risultati di eccellenza da parte degli studenti trentini non è dimostrabile scientificamente, ma certamente una qualche influenza positiva la determina.

A livello nazionale, invece, abbiamo un percorso accidentato iniziato con l'art. 25 del D.Lgs. 165/01, proseguito con il D.Lgs. 150/09, configurato nella struttura dal DPR 80/13 (sistema nazionale di valutazione) e forse completato dal comma 93 della legge 107/15 che definisce i criteri generali nell'individuazione degli indicatori per la valutazione dei dirigenti scolastici. 

Va ricordato che già entro il 31 dicembre 2014 l'Invalsi avrebbe dovuto definire tali indicatori in coerenza con le disposizioni contenute nel D.Lgs. 150/09 e nel DPR 80/13. La questione non è più rinviabile pur nella specificità delle funzioni che la dirigenza scolastica rappresenta. La legge 107/15 sulla Buona Scuola può rappresentare l'occasione per ricalibrare la funzione del dirigente scolastico e recuperare la consapevolezza che questi è a capo di un'istituzione che eroga un servizio di istruzione, formazione ed educazione. Davvero un leader educativo con strumenti e personale adeguati per il miglioramento dell'offerta formativa e che risponde dei risultati conseguiti. C'è da augurarsi che questa sia la volta buona. E che finalmente anche a livello nazionale diventi operativo un sistema organico di valutazione dei dirigenti scolastici. Altrimenti i detrattori della Buona Scuola potranno continuare a far rullare i loro tamburi insistendo nel mettere in discussione l'autorevolezza e garanzia dei dirigenti nel delicato ruolo di presiedere il nucleo di valutazione dei docenti ed alimentando la percezione di una dirigenza antagonista e, quindi da abbattere all'interno del sistema scuola. Molto della Buona Scuola si gioca in quest'ambito. Trento può essere un esempio, ma non basta.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
04/01/2016 - commento (francesco taddei)

LA Professionalità è SOLO QUESTIONE DI ETICA! PUOI ESSERE ARRABBIATO Perché IL TUO STIPENDIO NON TI SODDISFA, MA L'IMPEGNO CHE METTI AL LAVORO PER IL BENE TUO E DEI TUOI ALLIEVI è DOVEROSO CHE SIA AL MASSIMO!

 
04/01/2016 - Non perché... (Genzianella Foresti)

... loro sono tutti tedeschi e noi tutti cattocomunisti. Entrambe le affermazioni sono ovviamente false! Penso invece dipenda dal fatto che il Trentino è più piccolo, quindi ha meno scuole e meno DS. E poi bisognerebbe analizzare in quanti anni sono arrivati alla valutazione ... Immagino che anche da loro ci saranno stati i "nessuno ci può giudicare"... I tempi però ora mi sembrano maturi anche per noi... anche se un po' più di attenzione e di rispetto verso la categoria non farebbero male. Non so se nella mia regione siano stati più o meno selettivi che in altre, ma certamente dal 2012/13 ad oggi - pur senza valutazione - tutti abbiamo (per ora?) preso ZERO di risultato. E nonostante tutto, credo che ognuno di noi stia lavorando al PdM e al PTOF... Non condivido poi lo scomodare la morale: la professionalità non è una questione etica e nemmeno può dipendere dal premio di risultato.

 
04/01/2016 - commento (francesco taddei)

perchè in trentino sono tedeschi e hanno una morale a cui rispondere. noi siamo tutti cattocomunisti e rispondiamo solo alla morale nessuno giudichi nessuno (dei nostri protetti).