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SCUOLA/ In Trentino i presidi sono valutati, perché nel resto d'Italia no?

La legge 107/15 può rappresentare l'occasione per ricalibrare la funzione del dirigente scolastico. Come accade solo in Trentino, ma non altrove. GIUSEPPE SANTOLI

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Il sistema scolastico trentino da alcuni anni si caratterizza per i risultati eccellenti, certificati dalle indagini nazionali Invalsi e da quelle internazionali Ocse-Pisa. I motivi sono molteplici ed interconnessi, come ho avuto modo di argomentare nell'articolo "Perché a Trento i dati Ocse-Pisa sono migliori?" pubblicato su queste pagine il 3 gennaio 2014. Un aspetto tuttavia non è mai stato considerato: il ruolo e il peso dei dirigenti scolastici. Pur consapevole che la buona scuola la fanno soprattutto i buoni insegnanti è pur vero che tutte le ricerche sulla qualità della scuola mettono in risalto il ruolo centrale e insostituibile del dirigente scolastico come costruttore di capacità organizzative per l'apprendimento (Ribolzi, Paletta). 

Ebbene, il Trentino negli ultimi 5-6 anni ha rinnovato quasi completamente la dirigenza scolastica attraverso due corsi-concorsi significativamente diversi e più selettivi rispetto alle norme nazionali. Attraverso l'Iprase la Provincia garantisce percorsi formativi qualificati a sostegno della professione dirigenziale e numerose sono le occasioni di incontro/confronto, anche di sistema, in cui i dirigenti hanno la possibilità di attivare percorsi di ricerca/azione e di crescita professionale collettiva a beneficio dell'intera comunità educante. 

Inoltre, i dirigenti scolastici trentini sono valutati. Una parte della loro retribuzione è determinata dai risultati conseguiti. Il sistema di valutazione è triennale ed è definito da una nota metodologica deliberata dalla Giunta provinciale. La Provincia preliminarmente adotta i criteri e gli indirizzi generali destinati alle istituzioni scolastiche e formative per il coordinamento complessivo del servizio educativo, necessari per l'elaborazione da parte di ciascuna scuola del proprio piano di miglioramento. Quindi definisce gli assi strategici di intervento e per ognuno di essi sono esplicitati gli obiettivi e gli indicatori di risultato. Il nucleo provinciale di valutazione valida obiettivi e indicatori. Per ogni obiettivo è prevista la realizzazione di un piano operativo che evidenzi come gli obiettivi sono/non sono stati raggiunti. Il dirigente scolastico in piena autonomia e responsabilità, individua due assi strategici di intervento e gli obiettivi da raggiungere mettendo in atto tutte le azioni opportune per concordarli e promuoverli nella comunità professionale e sociale di riferimento. Il piano operativo è oggetto di valutazione esterna da parte di ispettori tecnici. Al termine del periodo di valutazione, il dirigente generale verifica lo sviluppo del piano operativo e valuta l'effettivo raggiungimento dei target dichiarati per ciascun indicatore e, quindi, definisce il punteggio di valutazione e la conseguente valutazione finale. Il nucleo provinciale di valutazione valida le schede finali di valutazione dei dirigenti, verificando che il dirigente generale abbia svolto correttamente il processo e abbia utilizzato in modo opportuno gli strumenti previsti dalla metodologia approvata. Per effetto della valutazione finale i dirigenti vengono classificati in 4 gruppi: A, B, C e D a cui spetta rispettivamente il 100%, l'80%, il 60% e lo 0% della retribuzione di risultato.


COMMENTI
04/01/2016 - commento (francesco taddei)

LA Professionalità è SOLO QUESTIONE DI ETICA! PUOI ESSERE ARRABBIATO Perché IL TUO STIPENDIO NON TI SODDISFA, MA L'IMPEGNO CHE METTI AL LAVORO PER IL BENE TUO E DEI TUOI ALLIEVI è DOVEROSO CHE SIA AL MASSIMO!

 
04/01/2016 - Non perché... (Genzianella Foresti)

... loro sono tutti tedeschi e noi tutti cattocomunisti. Entrambe le affermazioni sono ovviamente false! Penso invece dipenda dal fatto che il Trentino è più piccolo, quindi ha meno scuole e meno DS. E poi bisognerebbe analizzare in quanti anni sono arrivati alla valutazione ... Immagino che anche da loro ci saranno stati i "nessuno ci può giudicare"... I tempi però ora mi sembrano maturi anche per noi... anche se un po' più di attenzione e di rispetto verso la categoria non farebbero male. Non so se nella mia regione siano stati più o meno selettivi che in altre, ma certamente dal 2012/13 ad oggi - pur senza valutazione - tutti abbiamo (per ora?) preso ZERO di risultato. E nonostante tutto, credo che ognuno di noi stia lavorando al PdM e al PTOF... Non condivido poi lo scomodare la morale: la professionalità non è una questione etica e nemmeno può dipendere dal premio di risultato.

 
04/01/2016 - commento (francesco taddei)

perchè in trentino sono tedeschi e hanno una morale a cui rispondere. noi siamo tutti cattocomunisti e rispondiamo solo alla morale nessuno giudichi nessuno (dei nostri protetti).