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SCUOLA/ Esame di stato, simulazioni di seconda prova: dov'è finito il liceo classico?

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Fin qui quel che riguarda lo scientifico. E per gli altri indirizzi? Mi occuperò solo del classico perché è il liceo in cui mi trovo ad operare. Si ha notizia di una commissione ministeriale che sta lavorando alla seconda prova. Nessuno mette in discussione che il secondo scritto debba riguardare le materie caratterizzanti, cioè lingua e cultura latina oppure lingua e cultura greca. Qui sta il punto: la disciplina ora non è più lingua e letteratura ma lingua e cultura: la semplice traduzione è una prova adeguata al nuovo impianto disciplinare? L'anno passato polemiche molto dure hanno contrapposto Maurizio Bettini (rinvio direttamente al suo articolo, "Quelle inutili anzi dannose traduzioni greche e latine" apparso su Repubblica) a Paola Mastrocola ("Le lezioni d'amore per il latino e greco", Il Sole 24 Ore) che personalmente ho risentito in un interessante confronto organizzato il 14 ottobre scorso dal prof. Gioseffi in cui sono intervenuti anche Antonietta Porro Luigi Spina (per chi fosse interessato un resoconto è reperibile qui).

Indipendentemente dalla propria opinione in merito (io personalmente penso che la strada più percorribile sia quella del mantenimento di una traduzione dal latino o dal greco, ben contestualizzata attraverso una significativa introduzione al testo seguita dalla possibilità di un commento che possa integrare qualche deficit linguistico attraverso osservazioni di tipo linguistico-retorico-culturale) mi sembra rilevante un'osservazione più generale. Una chiara visione dell'indirizzo scolastico aiuta a progettare delle prove coerenti in cui si ha il coraggio di esporsi con degli esempi e ad accompagnare nel percorso. Forse il fatto che questo non sia ancora successo per il liceo classico è solo un sintomo che evidenzia un ripensamento sul liceo ancora in atto. Anche qui la posta in gioco è molto più alta di una prova di maturità; ma perché il rimedio non sia peggiore del male occorre lavorare con lucidità e serenità.



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