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SCUOLA/ Il nuovo esame di stato e quei princìpi (non negoziabili) da cambiare

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L'argomento da cui partire ricorda la "tesina" attuale, con la differenza che esso dovrebbe essere una novità per lo studente, mentre prima teoricamente era il frutto di mesi di lavoro. L'attuale terza prova non troverà molti fans tristi per la sua abolizione. Non mi è chiaro che ruolo avranno le materie non coinvolte direttamente nell'esame di stato. Che fine farà la mitica frase presente in quasi tutte le ordinanze ministeriali sull'esame di stato, "Preponderante rilievo deve essere riservato alla prosecuzione del colloquio, che, …deve vertere su argomenti di interesse multidisciplinare e con riferimento costante e rigoroso al lavoro didattico realizzato nella classe durante l'ultimo anno di corso"? Anche questa frase non mi mancherà, ma sono curioso di sapere da cosa verrà sostituita.

Infine, una considerazione conclusiva. Se si è letto fino a qui e se si conosce l'argomento, penso che sia scattato un pensiero simile a un riflesso incondizionato: "…gira e rigira sono sempre le stesse possibilità… corsi e ricorsi storici… commissione interne, esterne… prove Invalsi sì o no… media maggiore del sei o ciascuna materia sufficiente…". 

Allora butto un sasso nello stagno.

L'origine di tutto è nella Costituzione, in uno degli articoli più citati, il 33. In esso si legge "E' prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale".

L'impressione è che qualche profonda novità relativamente all'esame conclusivo degli studi del secondo ciclo la si potrà avere solo decidendo che queste righe della nostra Costituzione non siano un "principio non negoziabile" da difendere a priori, bensì, come ogni regola che una società si dà, un pilastro su cui ci si è appoggiati per 70 anni, ma che forse necessita una rivisitazione profonda.



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COMMENTI
01/11/2016 - Sano realismo (Gabriella Villa)

Concordo pienamente con l'analisi e le osservazioni proposte nell'articolo. Sono convinta che sia tempo di rivedere alcuni dei pilastri su cui si è fondata la nostra società e, nel caso di specie, l'organizzazione del sistema scolastico che ha bisogno di avvicinarsi maggiormente alle caratteristiche degli studenti e alle necessità della società per come si sta riorganizzando su scala mondiale.

 
10/10/2016 - Commissari tutti esterni (vittorio perego)

Non capisco perché non viene neanche ipotizzata l'unica cosa semplice e concreta per ridare serietà all'esame: la commissione composta interamente da membri esterni. Si diminuisce la possibilità di un esame lasco come è ora (colleghi che concordano con gli studenti le domande della terza prova o le domande del colloquio) Non c'è nessun aggravio economico: perché attualmente sia i componenti esterni e interni percepiscono una diaria. In questo modo tutti gli insegnanti sarebbero incentivati durante l'anno a lavorare per preparare al meglio i propri studenti. Lasciamo stare gli INVALSI: alcuni colleghi fanno appositamente copiare o aiutano gli studenti. Grottesca la situazione dell'alternanza scuola lavoro: al liceo gli studenti si limitano a certificare le attività che già svolgono (oratori, associazioni,..). Cosa facciamo valutiamo queste attività nel voto di maturità?