BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Alternanza, i buoni numeri non bastano

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione (LaPresse)  Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione (LaPresse)

Per questo sarebbe anche utile favorire la nascita di azioni territoriali, anche con il coinvolgimento delle parti sociali e della rete dei servizi al lavoro, che rafforzino le capacità delle singole scuole e imprese di fare matching tra di loro e che possano supportare le esperienze di alternanza attraverso strumenti operativi, progettualità ed esperienze. 

La notizia di una specifica linea di finanziamento nel Piano nazionale di formazione dei docenti riservata ai docenti che dovranno dedicarsi alle attività di alternanza, prende evidentemente atto della necessità di rafforzare specifiche professionalità per la realizzazione di tali percorsi, che richiede competenze specifiche che non possono essere improvvisate e che prescindono dall'essere o meno un buon insegnante nel senso tradizionale del termine.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
19/10/2016 - Pedagogia legislativa diseducativa (Franco Labella)

A proposito del dibattito sulla "velocità" nell'approvare le leggi vorrei suggerire una riflessione che parte proprio dalla veloce L.107/15 (la scuola alla buona, copyright non mio) che ha partorito l'ASL. Come ha già ben scritto Zappa qui: http://www.ilsussidiario.net/News/Educazione/2016/9/9/SCUOLA-Alternanza-attenti-alla-fregatura-del-lavoro-virtuale/print/722481/ e come in qualche misura sembra confermare il titolo ma anche il contenuto dell'articolo di Gotti siamo di fronte alla italica arte di arrangiarsi col virtuale e col Monopoli. Arrangiarsi perchè l'obbligo di legge è statuito e nessuno si arrischia a provare a far risaltare gli oggettivi limiti ad una applicazione coerente (quanta scuola, quanto lavoro o almeno approssimazione reale ad un ambiente vero?). Qual è il messaggio che passerà? Che le leggi si fanno velocemente e basta anche se poi, nella realtà, si ricorre a trucchetti per non violarle. Insomma pedagogia legislativa assolutamente diseducativa. Fatta la legge trovate voi il trucchetto ecchisenefrega degli studenti... tanto ai videogiochi sono abituati già di loro. Ora cambiamo solo l'habitat: li facciamo giocare all'ONU magari... Perchè c'è anche questo nell'"offerta formativa".

 
19/10/2016 - Dati quantitativi, dati qualitativi e dettagli (Franco Labella)

Siamo al secondo anno di applicazione e sarebbe stato strano verificare che le scuole avessero trovato modo di non rispettare un obbligo normativo. Nonostante questo c'è un 4% di scuole che non ha realizzato percorsi. Ma come si sottolinea già nell'articolo i dati quantitativi non dicono nulla se poi non si analizzano realmente i risultati. E' chiaro che gli esiti non possono che essere diversi per Tecnici e Professionali da un lato e Licei dall'altro. In questi ultimi qual è la percentuale di percorsi reali di alternanza scuola lavoro?Perchè le imprese simulate, la simulazione in generale è un espediente privo di efficacia. Serve solo per non scrivere e confessare che una "riforma" non si fa con gli annunci e le slides e che la realtà di un ambito di lavoro reale non può essere sostituito con i videogiochi. Anche quest'anno ci sarà molta fantasia al lavoro. Quanto questo giovi realmente agli studenti è tutto da verificare. Fino alla prossima protesta studentesca di cui si scriverà che gli studenti protestano senza sapere quello di cui parlano...