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SCUOLA/ L'alternanza non si trova? Metti gli studenti a coltivare le angurie

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Studenti dell'IIS Abbiategrasso al lavoro (Foto d'archivio)  Studenti dell'IIS Abbiategrasso al lavoro (Foto d'archivio)

Sul territorio è presente una ampia struttura ospedaliera per la cura dell'Alzheimer ed un centro di ricerca sul cervello. Prendendo spunto dal contesto socio-economico in cui è inserito il liceo e dalla presenza nel comitato tecnico-scientifico del responsabile del centro ricerca sul cervello, è partita l'idea di sviluppare un progetto di alternanza che contemplasse e sviluppasse principalmente competenze in ambito chimico, fisico e biologico partendo dagli studenti liceali delle classi terze. Una serie di fattori positivi convergenti hanno indotto i docenti, gli studenti e gli esperti coinvolti ad intraprendere e a sostenere l'idea proposta. Ne elenco alcuni.

Moltissimi studenti liceali proseguono gli studi scegliendo percorsi universitari prevalentemente scientifici; l'attenzione alla salute ed al vivere bene è molto sentito; la completa disponibilità di esperti del centro di ricerca; la possibilità di fruizione di ampi spazi verdi da adibire allo scopo. Mixando questa molteplicità di elementi si è giunti alla conclusione che il 'progetto angurie' presentava un alto indice di fattibilità e sarebbe stato un mezzo valido per l'accrescimento ed il consolidamento delle molteplici competenze che il piano di studi liceale presenta".

Elaborato il progetto si è passati alla sua realizzazione. Ad aprile sono state messe a dimora le pianticelle di angurie e alcuni meloni; un signore, esperto di tutte le tecniche di coltivazione, è venuto due, tre volte la settimana e ha insegnato a ragazzi e ragazze quello che si sarebbe dovuto fare per poi vederne i frutti. Le classi quarte si sono impegnate a curare il campo, a bagnarlo quotidianamente e pian piano hanno visto crescere le angurie. Così i giovani hanno imparato alcune cose fondamentali, come il fatto che bisogna prendersi cura della natura e seguirne l'evoluzione nel tempo, o come vi siano delle tecniche di coltivazione che vanno seguite per avere come prodotto dei buoni frutti. Si è trattata di una esperienza entusiasmante: gli studenti tornavano continuamente al campo per osservare i frutti che lentamente crescevano, dai primi germogli al loro distendersi sul campo, alla comparsa dei primi frutti che poi pian piano si sono ingrossati fino a diventare frutto maturo. Tra luglio ed agosto vi è stata la raccolta: quest'anno il progetto è stato sperimentale, per cui le angurie maturate sono state una quarantina e, non essendo riusciti ancora a realizzare l'anguriera vera e propria, si è deciso di donare le angurie ai ragazzi dell'Anffas di Abbiategrasso.

La dott.ssa Polito e il dottor Ceretti nel frattempo sono intervenuti nelle classi e hanno spiegato in dettaglio a ragazzi e ragazze dettaglio il lavoro di ricerca sull'Alzheimer che si sta realizzando nel laboratorio della Fondazione Golgi-Cenci e che sta ottenendo risultati rilevanti a livello scientifico. 

Con il Progetto Angurie i liceali hanno instaurato un rapporto positivo con la natura, sono stati conquistati dal suo fascino e dalla sua energia produttiva. Un'esperienza entusiasmante per tutti.



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COMMENTI
01/11/2016 - Monte ore, profilo e attivismo dei presidi (Gabriella Villa)

Concordo sul monte ore: dovrebbe essere lo stesso per tutti gli indirizzi scolastici. Concordo pure sul fatto che l'alternanza scuola lavoro debba essere allineata con il profilo dell'indirizzo frequentato. So per certo che l'attivismo dei presidi, spessissimo, fa da contraltare alla letargia dei docenti. Detto ciò la letargia è conseguenza, a mio avviso, della poca dimestichezza che i docenti hanno con l'osservazione e l'analisi degli aspetti sociali e professionali estranei al loro mondo culturale. A qualcuno può sembrare eccessivo che rimarchi nuovamente che molti docenti vivono la scuola come un mondo a sè con ritmi propri, avulsi dal reale e perseverino nel mantenere "la scuola" in una dimensione "altra" rispetto a quanto succede nella vita delle persone che la frequentano, con un rischio reale di "schizofrenia sociale". La conseguenza di quanto sostengo è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliono vederlo, compresa la coltivazione delle angurie!

 
24/10/2016 - Una proposta operativa per l'alternanza (Franco Labella)

E mi si è aperta la mente e sono stato pervaso dalla gioia. A sessant’anni Giannini, Renzi, Faraone, in realtà mi vogliono far ringiovanire almeno come docente. Perché altro che educazione tecnica (come si chiama ora) in realtà torniamo alle applicazioni tecniche della mia scuola media quando si trafficava con batterie e lampadine, altro che la fisica nucleare o le tecniche del compostaggio di cui si ciancia ora. Ed allora lancio un’idea: lasciamo perdere le angurie (che sono pure stagionali) mettiamo gli studenti (tutti e a prescinder da quello che studiano) a riparare porte ed infissi delle aule, riparare tapparelle e sostituire galleggianti nei bagni e per quelli più motivati magari gli facciamo fare gli impianti elettrici e le reti LAN in rame o fibra ottica. Si risparmiano un sacco di soldi, si rendono vivibili le scuole e si rispetta la L. 107 senza se e senza ma. In fondo l’alternanza scuola lavoro è legge e le leggi, si sa, vanno rispettate. A prescindere, avrebbe detto Totò… Ps:Ps: rinuncio pubblicamente ad eventuali proventi legati alla proposta e prometto anche che non fonderò alcuna associazione per inondare le scuole di brochures patinate e proporre convenzioni, tanto di falegnami, idraulici ed elettricisti è piena l’Italia...

 
24/10/2016 - Alla ricerca dell'indirizzo perduto (Franco Labella)

Ahimè ricerca vana perché ci sono solo sezioni di amministrazione, finanza e marketing e area delle relazioni internazionali con il marketing. Ed allora Di Pietro avrebbe detto “che c’azzecca?” Poco o nulla perché gli studenti le angurie le hanno coltivate mica commercializzate. Allora ho pensato che sono io ad essere troppo esigente nel pretendere un nesso tra indirizzi di studio ed attività di alternanza scuola lavoro. Perché ci si immagina che un nesso debba esserci altrimenti perché, ad esempio, prevedere un diverso monte ore tra Licei e Tecnici e Professionali? Ma , forse, quello che si vuole è solo introdurre accanto alla dimensione teorica dello studio la dimensione del saper fare intesa proprio come attività manuale e pratica.

 
24/10/2016 - Angurie e zappetta… scuola perfetta (Franco Labella)

Ho lasciato sedimentare per qualche giorno la lettura di questo articolo che conferma un mio commento a Gotti (sempre sull’alternanza) in cui scrivevo, ancora ignaro dell’esperienza con le angurie, di notevole fantasia applicativa per ottemperare (?) ad un obbligo normativo. E’ fuori discussione che fare, per moltissimi dirigenti scolastici, è prioritario. Perché dovendo essere valutati non si è inclini ad assumere posizioni ferme e coraggiose e magari coerenti con il profluvio di posizioni teoriche sulla “scuola nuova” che spesso rovesciano nei collegi docenti. Fare, bisogna fare, fare cosa e perché è, evidentemente, una domanda assolutamente secondaria. Io ho letto con attenzione le motivazioni (il rapporto col territorio, l’educazione alimentare, persino una icona come Carlin Petrini benedicente ed evidentemente assurto a faro oltre che dello slow food anche della slow school ecc. ecc.) ma poi mi sono fatto prendere dalla curiosità di sapere qualcosa in più sull’IIS di Abbiategrasso. Mi ero detto che, probabilmente essendo un Istituto Superiore (denominazione che connota la presenza di indirizzi di studio anche diversi come licei e tecnici insieme) c’era una coerenza con la scelta di coltivare angurie ed almeno un indirizzo di studio. Ho cercato sul sito della scuola, perciò, sezioni di agraria, agroalimentare e agroindustria (il vecchio ITA pre-Gelmini).