BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ I compiti a casa? Vanno "restituiti" alla realtà

Pubblicazione:

Re Felipe di Spagna visita una scuola in Galizia (LaPresse)  Re Felipe di Spagna visita una scuola in Galizia (LaPresse)

Peccato che il mondo del lavoro sia cambiato rispetto a 20, 10 anni fa e che la merce più rara e ricercata sia proprio quella di persone competenti in più ambiti, aperte al cambiamento, al lavoro di gruppo, alla flessibilità intellettuale, caratteriale, umana. Costa meno alle aziende formare in proprio persone competenti dando loro specifiche conoscenze di settore piuttosto che avere persone altamente formate, ma prive di competenze relazionali, caratteriali, umane.

Il mondo è cambiato e la scuola nì: è in atto un processo di cambiamento verso l'insegnamento e la valutazione per competenze in una palude tradizionalista che punta ancora tutto ed esclusivamente sulle conoscenze.

Per riconquistare il suo prestigio la scuola dovrà ripartire dal basso, rispondendo ai bisogni reali della gente e formare persone realmente competenti per il mondo del lavoro. Per questo è necessario ristabilire un nuovo patto educativo scuola-famiglia che si fondi sulla progettazione e valutazione per competenze. Competenze che è possibile valutare solo in situazione e in contesti quotidiani e reali. Portare avanti una didattica per competenze presuppone l'assegnazione di "compiti reali" che tocchino situazioni problematiche, complesse e nuove utilizzando conoscenze e abilità già acquisite e trasferendo procedure e condotte cognitive che chiamino in causa più discipline.

La risoluzione della situazione/problema (compito di realtà) viene a costituire il prodotto finale degli alunni su cui si basa la valutazione degli insegnanti. Arrivare ad affidare compiti reali e non più esercizi decontestualizzati significa comunicare ipotesi interessanti e credibili sul come e sul perché studiare. Vuol dire anche tornare alla radice dello studio appassionando sempre più al reale attraverso le discipline. Vuol dire, infine, rimette in evidenza lo stretto legame tra due libertà insostituibili: quella dell'allievo e quella del maestro. Vuol dire rifondare la scuola mettendo al centro la persona.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.