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SCUOLA/ (Nuovo) esame di stato, il "presidente esterno" sarà l'Invalsi

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Curiosamente questo cambiamento è stato da alcuni letto come un indicatore di lassismo oppure dal verso opposto apprezzato come segno di umanizzazione della valutazione in quanto impedirebbe medie arcignamente aritmetiche (cosa fa 5,75 più 6,15 diviso 2?). Poiché il tutto deriva dalle deleghe previste dalla legge 107, la scala numerica di dieci gradini rimarrebbe incongruamente nella scuola superiore.

Importante sembra la possibilità di indicare nella valutazione anche le carenze, in modo da permetterne la consapevolezza ed un eventuale recupero: misurare solo il processo, come spesso si afferma di voler fare nella scuola primaria, e non anche il risultato in realtà costituisce uno strumento di disequità sociale. Si potrà promuovere ed ammettere agli esami anche con l'evidenziazione delle carenze (livello D ed E): un bando finalmente all'ipocrisia che gli insegnanti sono stati obbligati ad adottare per evitare stragi di bocciature. La norma che prevede la promozione solo con il 6 non è infatti "naturale" come molti tendono a credere, ed altrove da anni avvengono passaggi con l'evidenziazione di limiti che rimangono però chiaramente dichiarati.



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COMMENTI
28/10/2016 - Prova Invalsi (Giorgio Allulli)

Cara Tiziana, nel tuo come sempre ottimo articolo dimentichi un piccolo problema: chi controllerà la somministrazione dei test Invalsi che verranno somministrati nel quarto anno? Tu sai come la somministrazione delle normali prove, che non influiscono sulla carriera degli alunni, viene in parte soggetta a campione di controllo con osservatori esterni, per avere dei risultati certi, non soggetti al rischio del cheating. Che ne sarà di una prova che invece diventerà così importante per la carriera dello studente, visto che i risultati dell'esame perderanno ogni valore, e tutti vorranno conoscere il risultato del test? Se questa prova verrà somministrata dagli insegnanti della stessa classe, o della stessa scuola, la credibilità sarà bassissima, e non perchè la maggioranza dei docenti non agisca correttamente, ma perchè lo stesso sospetto di un test somministrato da docenti "amici" farà perdere fiducia anche in questa prova. Purtroppo non ci sono scappatoie: gli esaminatori esterni sono necessari. Almeno nel momento conclusivo del percorso scolastico si spenderà pure qualche euro in più ma bisogna garantire la qualità del prodotto del nostro sistema formativo, come chiede l'UE e come fanno Francia, Inghilterra e Germania.

RISPOSTA:

Caro Giorgio credo ci siano persone molto più competenti a risponderti di me, ma io ci provo. La proposta di settembre del MIUR parla di prove computer based ed adattive. Il metodo di somministrazione che si sta diffondendo a livello internazionale prevede che al singolo studente vengano proposti a computer item diversi (non insomma gli stessi per tutti) ma di ugual livello di difficoltà (essendo stati testati prima).Anche i tempi a questo punto possono essere liberi. Si tratta della metodologia usata da PISA che somministra fascicoli diversi ma considerati di “peso” equivalente. Il metodo adattivo poi prevede che non vi siano batterie di test di difficoltà differente a seconda dei diversi indirizzi (dai licei alla IeFP), ma, che dopo un certo numero di item che saggiano il livello di difficoltà cui lo studente sa rispondere, la prova miri a consolidare il giudizio in proposito somministrando item della stessa tipologia. In questo modo si eviterebbe la canalizzazione a priori fra i diversi indirizzi, si potrebbero evidenziare le effettive capacità di ciascuno anche dei migliori dovunque si trovino e, potendo somministrare anche prove difficili, si eviterebbero i casi di “falsi positivi” verificatisi nelle edizioni precedenti. Certo, se si vuole imbrogliare un po’ comunque si trova sempre il modo, ma che squallido panorama etico… con tutte le omelie pedagogiche da cui siamo sommersi! TP