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SCUOLA/ Attenti a chi "bara" sui compiti, vuole la sconfitta dei nostri giovani

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Muhammad Ali (1946-2016) (LaPresse)  Muhammad Ali (1946-2016) (LaPresse)

Io ringrazio sempre perché Edoardo e i suoi compagni hanno ancora un professore così. Fanno l'analisi logica, quella del periodo, studiano Leopardi, Montale, Baudelaire, leggono Manzoni, Pasolini e Kent Haruf e arrivano fino alla poesia e alla narrativa contemporanea. Hanno letto, hanno imparato a fare riassunti, a fare commenti, ad analizzare il testo poetico e non c'è niente che abbiano fatto che non sia utile a stare dentro il mondo. Succede così anche per l'orientamento che oggi è la cosa che interessa di più Edoardo: letture, esercizi, compiti che servono per imparare ad avere un criterio, a potere timidamente affrontare un ragionamento, trovare e dare le ragioni per quello che si fa, che si sceglie. A scoprirsi e a raccontarsi. E per fare questi compiti ci vogliono tempo e fatica, ma sono quelli che consentono a mio figlio di crescere. 

E' questa la scuola a cui dovremmo dire addio per abbracciare quella dei compiti di realtà, del lavoro di gruppo perché questi consentirebbero di acquisire competenze, di renderle stabili e spendibili? Ma perché, quello che fa il professore cos'è? Io faccio il portiere e posso provare a immaginare cosa potrebbero volere dire queste parole d'ordine: compito di realtà potrebbe essere una partitella tutti i giorni, così poi sono capace di affrontare la vera partita la domenica? Se non facessi gli esercizi che il mio preparatore mi fa fare ogni giorno, come potrei, al momento opportuno, nella realtà, appunto, tirare fuori lo scatto, il colpo di reni, il tuffo? Mica li coltivo facendo partitelle in cui magari mi arriva un tiro per tempo, no? Come potrebbe Edoardo trovarsi in mezzo a centoventi ragazzi e sapere ascoltare, capire, pensare, esporre, scrivere, se non avesse avuto il suo preparatore che ogni giorno gli dà la possibilità di costruire piano piano le sue abilità, le sue competenze, appunto? Cosa vuol dire compito di realtà e lavoro di gruppo? Che ogni giorno ci mettiamo in cerchio e discutiamo e così impariamo a pensare, a parlare e a scrivere? 

C'è un tempo per il lavoro individuale e l'esercizio e c'è un tempo per la realizzazione, individuale o di gruppo che sia. C'è un modo di acquisire competenze che non passi dall'acquisizione di contenuti, di metodi, di procedure? Che cosa c'è in gioco oggi nella scuola italiana, quando si parla di competenze e le si mette in contrasto con un modo di lavorare che ha finora costruito personalità piene di competenze e che d'un tratto si deve buttare via? E' soltanto, ancora una volta, una questione di linguaggio? Diglielo te al pugile che sale sul ring di non allenarsi, di non saltare la corda in palestra, di non fare gli addominali, di non fare il sacco e il sacco piccolo per la velocità e il tempismo. Non c'è nessun gruppo, nessuno che si può mettere al suo posto: sarà solo sul ring, contro un altro che sarà solo contro di lui. E se non ha acquisito competenze va dritto per terra: c'è qualcuno che crede possibile acquisirle senza il lavoro, il sacrificio, la fatica, il compito? 

Caro Edoardo, stai in guardia, io non voglio che ti mettano sul ring per farti prendere cazzotti. Non voglio che ti mettano in porta per farti prendere gol. Continua a fare i compiti, continua a seguire il tuo professore. Prima che, per legge o per decreto, e con la malafede che circola nei corridoi e nelle stanze delle scuole italiane, tolgano di torno pure lui. 



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COMMENTI
03/12/2016 - AH! (Valeria Giasi)

Quindi in pratica mentre lei passati i quaranta se ne sta beatamente a giocare con gli amici (perché da qui che ho capito il calcio non è la sua professione) suo figlio (non in età da infarto) è costretto ad una scrivania a studiare. Mentre lei si diverte all'aria aperta come dovrebbe fare un adolescente, suo figlio adolescente rimane al chiuso fra quattro mura. E se ne vanta pure? se è così d'accordo con la vetusta e inutile (lo dimostrano i dati OCSE) usanza dei compiti a casa almeno rimanga a fare compagnia a suo figlio! Valeria

 
30/10/2016 - Auguri al gruppo di Firenze (Franco Labella)

I colleghi del gruppo di Firenze sono sempre stati abbastanza coraggiosi. Lo dimostrano anche ora scegliendo (o magari hanno risposto ad un "disinteressato" invito prima del 4 dicembre?) di incontrare la pasdaran Puglisi, quella del cielo e del righello a proposito dell'americanata delle lettere per la valutazione. Magari sarà anche quella che proporrà un pdl per l'abolizione dei compiti a casa in nome del "bisogna vivere"... E fosse solo quello... Del resto è passato il tempo in cui di scuola, a sinistra, se ne occupavano persone del calibro di Concetto Marchesi. Ora se ne occupano esperte di marketing e comunicazione (è la specializzazione della Puglisi che ne mena vanto sul suo blog) e fanno il paio con gli esperti verdiani della Gelmini. Insomma il partito della nazione scolastico c'è già e quindi auguri a Ragazzini ed ai suoi.

 
29/10/2016 - COMPITI E ALLENAMENTO (Giorgio Ragazzini)

Ottimo apologo, peccato non poterlo scaricare e farlo leggere alla senatrice Puglisi, che come Gruppo di Firenze incontreremo nei prossimi giorni...

 
29/10/2016 - D'estate le foglie sono verdi (Tiziano Villa)

Caro Bagnoli, grazie per il suo intervento che in circostanze ordinarie sarebbe solo espressione di buon senso, perchè tale è prendere atto che per imparare qualsiasi cosa servono vari strumenti e forme d'impegno, incluso molto lavoro individuale relativo allo specifico da apprendere (ad es., risolvere problemi di matematica o fisica, scrivere o tradurre testi etc.). Ed è ancora largamente senso comune, ma sotto attacco mirato. Verrebbe voglia di ricordare la frase di Chesterton: "La grande marcia della distruzione mentale proseguirà. Tutto verrà negato. Tutto diventerà un credo. È un atteggiamento ragionevole negare l'esistenza delle pietre sulla strada; sarà un dogma religioso affermarla. È una tesi razionale pensare di vivere tutti in un sogno; sarà un esempio di saggezza mistica affermare che siamo tutti svegli. Accenderemo fuochi per testimoniare che due più due fa quattro. Sguaineremo spade per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Etc." Proprio cosi': si devono sguainare spade per dimostrare che in estate le foglie sono verdi.