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SCUOLA/ La morte di un paese? Comincia negli asili nido

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Ciò che invece rimane avvolto nella disinformazione, è il fatto che questa capacità di valutazione binaria, su cui si gioca da un lato la crescita dell'essere umano e dall'altro la capacità educativa dell'adulto, è disponibile all'uomo fin dalla nascita, ma attraversa tempi maturativi specifici, che devono essere rispettati mettendo in campo le condizioni necessarie affinché si sviluppi, consentendo a tutte le facoltà che in essa affonderanno le proprie radici di svilupparsi a loro volta. 

Ad esempio il primo anno di vita dell'essere umano deve venire assolutamente protetto, e tra le condizioni principali di tale protezione vi è certamente la presenza, sia in termini quantitativi che qualitativi, dei genitori, e attraverso i genitori (non in sostituzione di essi) la presenza di un "villaggio", per dirla ancora con papa Francesco (i nonni, gli zii, i cugini, gli amici, ecc.). Infatti in Paesi come la Croazia, la Danimarca e la Serbia le mamme hanno un congedo di maternità di un anno retribuito integralmente; in Norvegia godono o di 36 settimane di congedo retribuito al 100 per cento o di 46 settimane all'80 per cento. In Svezia sono 420 i giorni di congedo con l'80 per cento dello stipendio. E così in Inghilterra, dove il congedo di maternità è di un anno retribuito al 90 per cento. Per non parlare dei congedi di paternità. L'Europa, al contrario degli Stati Uniti, ha già per metà imboccato la strada giusta.

Invece in Italia discutiamo sulla moltiplicazione degli asili nido sostitutivi per orario della presenza genitoriale, e i fondi che stanziamo sono per il tempo pieno. Cioè togliamo ai bambini la famiglia, e con essa le condizioni fondanti di una crescita sana.

Proviamo allora a dirimere le questioni educative, partendo dai bisogni dei bambini invece che dalle opinioni degli adulti. I temi di discussione diventano almeno tre. 

Il primo è: di che cosa ha realmente bisogno un bambino per crescere nel primo anno di vita, poi fino al terzo, poi tra il terzo e il quinto? Quali sono le caratteristiche della maturità scolare? Di che cosa ha bisogno un bambino entro i sette anni, poi fino ai nove anni, entro i tredici e infine in età adolescenziale? Il secondo è: in conseguenza dei reali bisogni, quali sono i ruoli specifici e le responsabilità degli adulti (genitori, "villaggio", istituzione scolastica)? Infine, per favorire ruoli e responsabilità di questi, che cosa deve e può fare lo Stato in particolare in termini legislativi? In Paesi come la Francia questioni come la denatalità sono state positivamente affrontate proprio su questa strada.



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