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SCUOLA/ Dai prof darwiniani agli hikikomori, la "scemeggiata" del consiglio di classe

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a) stia effettivamente sui libri e non si diletti con Playstation, cellulare, chat con gli amici, lettura di fumetti? 

b) non creda che lo stare sui libri sia accompagnato da effettivo studio, e non si limiti alla speranza di un passaggio per osmosi delle informazioni dal libro di testo su cui il ragazzo tiene i gomiti alla sua testa? 

- Mia figlia l'anno scorso aveva 9 in questa materia e adesso ha 4! Qui ci sarebbe da aprire una parentesi grande come una casa. Se si tratta di un consiglio di classe di prima superiore, è anche normale, fisiologico, che i voti numerici, 7, 8, 9 della scuola secondaria di prima grado non coincidano con quelli della secondaria di secondo grado: direi quasi che ci sarebbe da preoccuparsi del contrario. A volte, invece, è un problema di trasparenza, o di gestione delle informazioni. Qualche volta, ahimè, ho riscontrato come qualcuno preferisca cacciare la polvere sotto il tappeto, per poter dire ai genitori: "Tutto va ben, madama la marchesa (sottinteso: e le magagne se le smazzerà chi verrà dopo di me, o se non sanno scrivere, tradurre dal greco, fare le disequazioni, argomentare, leggere e comprendere autonomamente pagine critiche, beh, se ne accorgeranno all'università, e non sarà più affar mio: chi vivrà vedrà)".

Ma questi sono discorsi che verranno più copiosamente affrontati, con la debita delicatezza comunicativa, nell'altro dei grandi totem della carriera di ogni professore: i colloqui scuola-famiglia. Allora sì che si parrà la nobilitade, e anche la diplomazia, dei docenti.



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COMMENTI
30/10/2016 - Abbandono minori (roberto castenetto)

"Di norma i formatori esterni - psicologi, operatori di comunità e personale sanitario - chiedono che i ragazzi per non sentirsi imbarazzati e per esprimersi più liberamente siano lasciati in classe senza insegnate". Questo, oltre a essere illegale, è vergognoso. Il titolare della lezione è l'insegnate e nessuno si deve sostituire ad esso. Chi viene invitato come esperto lo fa all'interno di una lezione tenuta dal docente. Lo dico perché in Friuli Venezia Giulia ho combattuto e combatto questa pratica perversa: nel nostro caso gli esterni che entrano nelle classi sono volontari dell'Arcigay, che non hanno alcun titolo per insegnare. Non si possono lasciar passare queste cose, come se si trattasse di pratiche acquisite. Ne va di mezzo la dignità e la professionalità dei docenti e la libertà di educazione delle famiglie, che affidano i loro figli alle scuole, non alle agenzie esterne. Non ho mai visto un medico farsi sostituire da chicchessia.