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SCUOLA/ Il sito del Miur? La trasparenza è un'altra cosa

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Viale Trastevere (LaPresse)  Viale Trastevere (LaPresse)

Come è noto accanto ai finanziamenti del ministero, esistono i bandi del Programma operativo nazionale (Pon), con cui il ministero mette a disposizione finanziamenti del Fondo sociale europeo, secondo assi d'indirizzo pluriennali. Qui le cose sembrano un po' più trasparenti, anche perché è già intervenuta la procura della Repubblica di Roma. Nel marzo 2015 infatti è stato rinviato a giudizio l'ex direttore generale del Miur Antonio Agostini e ora segretario generale del ministero dell'Ambiente, in concorso con un altro dirigente del ministero dell'Istruzione, con l'accusa di abuso d'ufficio e turbativa d'asta. 

Agostini, come riporta il Corriere della Sera, avrebbe nominato, senza averne le competenze, una commissione di esperti, quasi tutti del suo entourage, per esaminare i progetti da finanziare, spianando la strada a chi aveva già avuto valutazione negativa o mancava dei requisiti. 

Tuttavia la trasparenza è un'altra cosa, perché mancano sempre i criteri di valutazione e nominativi delle commissioni giudicatrici. 

Un capitolo a parte riguarda il sito del Miur. Qui degli esiti non c'è alcuna traccia. È diviso in quattro sezioni: il ministero vero e proprio, il settore dell'istruzione, quello dell'università e poi la parte dedicata alla ricerca. Ci sono centinaia di informazioni, ma sembra costruito per non trovare le notizie. Ad esempio il settore istruzione, oltre a un elenco iniziale degli argomenti, è legato alle attività delle direzioni generali e quindi segue, anche nel linguaggio e nelle sigle, un criterio amministrativo, che non corrisponde alle esigenze del pubblico. 

Molti presidi evitano di entrarci, perché lo considerano un labirinto in cui passare ore alla ricerca di notizie che spesso non si trovano, mentre se ne incontrano moltissime che sono secondarie o addirittura inutili. Insomma una sorta di zibaldone che, più che aiutare, complica la vita. Oltre alla sua efficacia, poi, bisognerebbe avere informazioni anche sul costo. Anche qui la trasparenza zoppica.



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COMMENTI
11/10/2016 - Meglio non scrivere (Franco Labella)

Perchè mai tradurre in forma sintetica (armata Brancaleone) le frasi più articolate ma altrettanto significative (burocrazia da tempo non capace e non efficace che cosa è? Un complimento all'apparato ministeriale?) usate dal preside Pellegatta sarebbe un tentativo di squalificare qualcuno? Anche perchè di armata Brancaleone ho scritto io e non lei... quindi... Ad ogni buon conto le chiedo scusa se ha avuto quella percezione ma non passo il mio tempo a qualificare o squalificare nessuno. Sempre che non essere d'accordo, per lei, non corrisponda all'intenzione che mi attribuisce...

 
09/10/2016 - Meglio leggere (ROBERTO PELLEGATTA)

Mentre è ovvio (e utile se con argomenti) non condividere un pensiero, forse leggere bene quello che viene scritto non sarebbe male. Poi, come vedo spesso accade in molti commenti, meglio dialogare evitando di usare il solito metodo di suqalificare l'interlocutore.

 
08/10/2016 - Non è l'armata Brancaleone... (Franco Labella)

Il preside Pellegatta pensa che quello che ha scritto Castagneto non sia realistico perchè immagina ci sia l'armata Brancaleone a Viale Trastevere... Magari se facesse qualche approfondimento scoprirebbe che, misteriosamente, alcune scuole o meglio alcuni DS sembrano impegnati in una diuturna capacità di produzione e successo anche su bandi semisconosciuti ai più. Maghi nel reperire le info? Approfitto per suggerire a Castagneto il tema di un'altra interessante inchiesta sempre sulla trasparenza: i software che si usano per il c.d. registro elettronico. Molti ignorano che dopo il primitivo obbligo ci fu (e forse c'è ancora, non ho approfondito) un lungo limbo alla obbligatorietà dell'adozione legato alle prescrizioni in tema di sicurezza e privacy del Garante. Se Castagneto fa l'inchiesta magari scopre cose interessanti: software senza standard minimi di sicurezza o che abilitano al massiccio falso in atto pubblico come quello di poter intervenire senza hackerare su annotazioni di competenza di altri docenti, assenze calcolate male e che quindi fanno bocciare o promuovere alunni per assenze in maniera arbitraria e non mi sono ancora applicato ai voti. E non parliamo delle scuole che adottano registro elettronico e cartaceo insieme. Insomma tutte "pillole" interessanti assai... E, a proposito, di "pillole del sapere", anche lì c'è qualcosina di interessante anche per la Magistratura. Quella penale no ma quella contabile sì: condanne per tre.

 
08/10/2016 - Non stimiamo troppo ... (ROBERTO PELLEGATTA)

E' vero che a noi italiani (chissà perchè?) piace pensare a trame e complotti quando subiamo dei guai. Ma attribuire al Miur una volontà di nascondere l'accesso ai vari progetti temo sia un eccesso di attribuzione di intelligenza e competenze organizzative. Il vero problema attuale dei ministeri è la difficoltà degli apparati ad un direzione efficace. Da tempo in Italia manca una seria tradizione di burocrazia capace ed efficace.