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SCUOLA/ Ma gli studenti che sono scesi in piazza sanno davvero cos'è la Buona Scuola?

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Se un torto è da imputare a chi ha partecipato a questi cortei, non è di aver portato striscioni contro Renzi, e nemmeno di aver gridato che la democrazia, con Renzi e la Buona Scuola, è morta; il torto è l'assoluta infondatezza delle critiche mosse verso la Buona Scuola. 

A fronte di un organico del potenziamento (dicitura erronea per la legge, ma che identifica i neo immessi dalle Gae in fase C a novembre 2015) utilizzato per supplenze, e discordante in gran parte con le esigenze della scuola che ne fece richiesta, non vi è stato alcuno strapotere dei presidi-sceriffi. E parlare di sfruttamento degli studenti per l'alternanza scuola-lavoro fa sorridere, visto che nel corso dell'anno scolastico 2015/16, il primo anno di attuazione dell'obbligo dell'alternanza scuola-lavoro, più che di lavoro in azienda si è fatta man bassa di Ifs (Impresa formativa simulata) e Unità didattiche di apprendimento. E certo nel corso dell'estate 2016 non si è avuta quella ripresa economica a due cifre che potrebbe determinare una necessità di manodopera tale da rendere reale per l'anno scolastico in corso la protesta degli studenti contro lo "sfruttamento".

Il sugo della storia? Se si scende in piazza, occorre che la ragione sia fondata, e visto che la Buona Scuola di pecche ne ha, e tante, il prossimo corteo potrà aspirare ad essere una primavera italiana se la sua forza, se non sarà nel numero dei partecipanti, sarà nella verità delle critiche che porterà alla 107/15. 

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COMMENTI
09/10/2016 - Tesi singolari.... (Franco Labella)

Ormai la collega Ballabio ci ha abituato ad analisi che quando sconfinano oltre il campo tradizionale dei suoi primi interventi (l'insegnamento delle lingue, la pratica del CLIL) peccano quanto meno di scarso contatto con la realtà. Probabilmente le esperienze complessive sue sono talmente considerate da farle assurgere, viste le conclusioni apodittiche anche di questo articolo, a verità generali ed assolute. Dunque la tesi di fondo è che la protesta degli studenti, a cui pure si "liscia il pelo" riconoscendo che le loro piazze sono nell'alveo democratico, sia sostanzialmente immotivata. Perchè mai? Ma perchè sostiene Ballabio l'anno scorso l'hanno passato a videogiocare con l'impresa simulata. Ammesso e non concesso che questo abbia riguardato diciamo pure la quasi totalità dei Licei, quali dati ha la collega per i Tecnici e Professionali, ambiti nei quali l'alternanza può aver costituito una parziale non-novità? Quali dati ha a disposizione la collega Ballabio che le consentano di negare, a priori, il rischio che le prime (o seconde) esperienze di alternanza non si siano tradotte sostanzialmente in quello per cui gli studenti protestano? Qualcuno l’ha informata che le convenzioni delle scuole dello scorso anno non hanno potuto giovarsi di uno strumento (il Registro nazionale) che in teoria dovrebbe garantire sulla qualità dei partners scelti?

RISPOSTA:

Caro collega, temo fraintenda il mio modesto pensiero; il mio intento non era affatto la disamina dell'alternanza scuola-lavoro, peraltro già affrontata su queste pagine, ma una valutazione dello sciopero degli studenti oltre le barriere ideologiche del pro/contro Renzi. La ringrazio della precisazione finale; pur nella "torre dorata" che Lei sembra attribuirmi, me ne era giunta notizia. SB