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SCUOLA/ Docenti e studenti, "domandare" per (ri)scoprire se stessi

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Etty Hillesum (1914-1943) (Foto dal web)  Etty Hillesum (1914-1943) (Foto dal web)

Mi sono chiesto come dare respiro tedesco — in Germania la filosofia non è più da tempo una materia obbligatoria del liceo — a questa intuizione che in Italia viene presa sul serio anche a livello di scuola superiore, per esempio con l'iniziativa delle Rd. Gli insegnanti sono sempre più impegnati e corrono il rischio di non generare nel luogo dove sono insegnanti perché assorbiti da diverse e continue iniziative, anche molto sensate.  

In un recente convegno in Armenia ho conosciuto la community di "eTwinning plus", un progetto che permette di mettere a contatto le scuole in modo virtuale rimanendo nel luogo in cui si lavora. Il senso dell'iniziativa è provvedere alla creazione di una piattaforma per scuole che partecipano al progetto. Sono scuole che vengono dall'Ue con l'aggiunta di paesi come Armenia, Georgia, Azerbaijan, Moldova, Tunisia e Ucraina. Le scuole di questi paesi possono collaborare insieme attraverso l'uso di normai strumenti Ict. Attraverso un progetto simile di finanziamento, noto come Erasmus Plus, in collaborazione con eTwinning Plus viene offerta la base tecnologica e per l'appunto finanziaria per poter mettere in contatto scuole in tutte le materie, non solo nella filosofia. 

Sono consapevole che Sini ha parlato di "tecnica" in modo più "elementare" di come se ne parla nell'Ict, anzi il senso della conferenza era proprio di porre, anche al cospetto di queste possibilità tecnologiche, la domanda di chi sono gli attori che fanno questi progetti, non nel senso di identificarli a livello biografico, ma per l'appunto ontologico. Allo stesso tempo non vedo come si possa ampliare l'esperienza principalmente italiana delle Rd (una scuola australiana di Brisbane si è già iscritta all'iniziativa) senza usare anche l'esistenza di risorse finanziarie e tecnologiche già esistenti. 

Detto ciò rimane aperta la domanda assolutamente personale ("Dicci chi sei Gorgia?"), ma non per questo meno densa di significato generale: come può oggi la filosofia rendere possibile una partecipazione a quell'atto ontologico generativo primo che è il dono dell'essere come amore (l'alternativa alla realtà dell'essere come dono è che essa sia solo frutto di casuali mutazioni)? Chi siamo noi insegnanti? chi siamo noi professori? chi siamo noi studenti, se non coloro che vengono chiamati in quest'ora storica, in cui spesso non si ha ricordo, ha detto Sini, del "tutto" cosmologico e storico da cui siamo generati, se non coloro che possono generare a loro volta un po' di quell'amore senza il quale la vita non ha nessun senso? 

"La vita è una cosa splendida e grande — ha scritto Etty Hillesum —, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un frammento d'amore e di bontà che bisognerà conquistare in noi stessi".



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