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SCUOLA/ Gavosto (Eduscopio): le scuole migliori? E' il "dopo" che decide

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Il valore aggiunto in senso stretto richiede il confronto fra quello che uno sa all'inizio e alla fine del percorso e non è quindi facilmente realizzabile con Eduscopio, che non prevede prove di apprendimento. Ci piacerebbe sicuramente capire meglio quanto i risultati di una singola scuola siano dovuti alle competenze dei docenti e quanto alla bravura in ingresso degli studenti. Ci abbiamo provato in passato, ma, come può capire, non è un programma di ricerca facile.

 

Quali sono a vostro avviso i risultati meno scontati?

Forse il fatto che il 55 per cento dei diplomati degli istituti tecnici e professionali ottiene un lavoro stabile (per più di sei mesi continuativi) nell'arco di due anni. In un periodo di crisi come quello attuale, non è un risultato scontato.

 

In questo periodo stanno continuando, sia pure faticosamente, le visite alle scuole nel quadro del Servizio nazionale di valutazione. Cosa pensa dell'impianto, della realizzazione e dei possibili risultati di questo primo esperimento istituzionale di valutazione delle scuole a carattere nazionale?

Sono molto favorevole al Snv. La componente fondamentale sono le visite di osservatori esterni indipendenti: i soli Rav (rapporto di autovalutazione di istituto, ndr) rischiano di diventare autoreferenziali. Il rischio che vedo è che, a questi ritmi, ci vogliano vent'anni per completare le visite delle scuole.  

 

In estrema sintesi, quali sono i fattori che fanno buona una scuola? Solo le scuole storiche sono destinate ad essere le migliori?

No, molte scuole di periferia sono ai primi posti in Eduscopio: pensi al liceo Kant di Roma. In generale, le buone scuole sono tali perché hanno docenti competenti e dedicati, dirigenti innovatori, studenti motivati e strutture adeguate.

 

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
17/11/2016 - Un “malgoritmo” per le graduatorie di Eduscopio (Vincenzo Pascuzzi)

Confermo il mio scetticismo, già espresso due anni fa su questo stesso sito, sulle graduatorie di Eduscopio: perché non c’è nessuna possibilità di verificarle, né di confrontarsi sull’algoritmo usato, né di discutere i dati scelti e poi inseriti. Mi sembra sia stato usato un …. “malgoritmo” della stessa specie usata da Giannini e c. per la vicenda mobilità, con i risultati che conosciamo. Gavosto o altri di FGA dovrebbero rispondere alle osservazioni dei presidi dei licei Parini e Berchet di Milano impropriamente confrontati con il Sacro Cuore di Lambrate. Il Corriere di ieri riporta quanto segue. "Una paritaria come il Sacro Cuore ha dimensioni completamente diverse, trovo un po' difficile il confronto [con il Berchet]", spiega il preside del liceo di via della Commenda, Domenico Guglielmo. Dello stesso parere Giuseppe Soddu, a capo del Parini, che aggiunge: "C'è anche un altro aspetto che credo renda un po' fuorviante un mettere sullo stesso piano le pubbliche e le paritarie - spiega - le private scelgono i propri docenti liberamente, quelle statali invece hanno appena iniziato a farlo, credo che anche questo possa fare in alcuni casi la differenza".