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SCUOLA/ I buoni docenti? Per selezionarli (e valutarli) usiamo i quiz televisivi

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Fabrizio Frizzi conduce L'eredità (LaPresse)  Fabrizio Frizzi conduce L'eredità (LaPresse)

Ma quale scuola? Le domande di questi quiz fanno raramente riferimento a quanto si dovrebbe aver imparato nella scuola superiore. Attingono invece a piene mani da quanto un tempo si imparava nella scuola elementare, tanto che a volte si nutre addirittura il sospetto che la Rai abbia assunto come consulenti vecchie maestre, ormai in pensione, che hanno insegnato quando l'acquisizione di contenuti era ancora considerata fondante e alla base della possibilità di esercitare successivamente il pensiero critico. Forse la Rai non ha assunto direttamente queste maestre (le nostre leggi impediscono agli insegnanti pensionati di continuare a mettere a disposizione la loro esperienza e il loro sapere), ma certamente ha assunto i nipotini di queste maestre, che quindi a casa chiedono consiglio alle nonne e poi formulano le domande come se fossero farina del loro sacco.

Sappiamo bene che queste ipotesi forse sono irrealistiche. Rimane però il dato di fatto che questi quiz rivalutano ciò che si insegnava nella scuola elementare di un tempo ed evidenziano come la trasmissione di conoscenze fosse uno dei compiti principali; il che non escludeva che si imparasse anche "come si pensa". Infine questi quiz rivalutano la memoria: una memoria che non necessita di "aiutini", perché quelle conoscenze si sono trasformate in automatismi e possono essere richiamate immediatamente, senza sforzo, anche a distanza di anni. Certamente saper rispondere alle domande dei quiz televisivi non permette di diventare necessariamente persone colte, ma è comunque uno degli elementi (anche se minimo) che ne permettono la realizzazione.

Una proposta: perché non si utilizzano questi quiz per selezionare o valutare gli insegnanti? Non sarebbe che una variante in più dei quiz con cui il ministero dell'Istruzione pretende di poter selezionare chi è o può essere un "buon insegnante".

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COMMENTI
22/11/2016 - Ragionevole (Franco Labella)

Trovo ragionevole ed in linea con la L.107 la proposta della preside Reffieuna. Estenderei tale modalità anche per la selezione dei sottosegretari di Stato con particolare riferimento a quelli del MIUR. Coerentemente vedrei, nel prossimo Governo che si formerà dopo la vittoria del NO il 4 dicembre, Fabio Fazio a Viale Trastevere. In quel caso il Ministro Giannini, per coerenza, non potrà, come si dice a Napoli, "pigliarsi collera" per l'avvicendamento. Matteo stai sereno...

 
22/11/2016 - Ambarabà ciccì coccò / tre civette sul comò (Vincenzo Pascuzzi)

Ho interpretato che l’articolo ha un raffinato carattere scherzoso, comico, sarcastico, ma ho ancora un piccolo (2%) dubbio che invece possa essere serio e propositivo. In ogni caso, di seguito il mio commento. Scrive Antonella Reffieuna “Una proposta: perché non si utilizzano questi quiz per selezionare o valutare gli insegnanti? Non sarebbe che una variante in più dei quiz con cui il ministero dell'Istruzione pretende di poter selezionare chi è o può essere un ‘buon insegnante’". E perché non ricorrere alle filastrocche delle conte nei giochi infantili? Sarebbe più economico e rapido! Mi immagino il preside, ora DS, che fa la conta in mezzo ai professori: “Ambarabà ciccì coccò / tre civette sul comò / che facevano all'amore / con la figlia del dottore, / il dottore s'ammalò / ambarabà ciccì coccò ! “. Simpatiche varianti potrebbero essere sfide a braccio-di-ferro o un torneo di nascondino nei locali della scuola, ecc.

RISPOSTA:

Vale la sua prima interpretazione. Mi consola che solo per il 2% abbia pensato che la mia era una proposta seria. Spero però che, come talvolta è accaduto a proposte "non serie", non diventi mai realtà. AR